“Tutto bene, Marco è andato in ospedale”: sono le parole pronunciate dalla donna ai vicini mentre il cadavere giaceva in casa.
Civitanova Marche – Ha aperto la porta ai vicini e li ha rassicurati con una frase agghiacciante: “Tutto bene, Marco è andato in ospedale”. Ma Marco Pennesi, 62 anni, non era andato da nessuna parte: giaceva senza vita in un lago di sangue, nella mansarda di viale Matteotti a Civitanova Marche, in provincia di Macerata. A dare l’allarme, nel pomeriggio di mercoledì 1° luglio, sono stati proprio quei vicini che avevano sentito urla e colpi provenire dall’appartamento sul lungomare. E ora la donna che ha pronunciato quella bugia è stata arrestata: si tratta della compagna 33enne della vittima, da poco tornata in libertà dopo un periodo in carcere.
La ricostruzione degli inquirenti parla di un litigio in casa degenerato nel sangue. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, il delitto si sarebbe consumato tra le 14 e le 15. A quell’ora una famiglia pakistana che vive al piano di sotto ha sentito le grida: “Da una settimana lei si faceva vedere più spesso. Verso le 14.30 abbiamo sentito urla e colpi. Abbiamo visto sangue sulle scale“.
Insospettiti, i vicini hanno bussato. Ed è allora che la compagna li avrebbe tranquillizzati con quella frase sull’ospedale. Ma qualcosa non tornava: così è stato avvertito un cugino di Pennesi, che poco dopo è entrato nella mansarda e ha fatto la tragica scoperta. Ai soccorritori del 118 non è rimasto che constatare la morte.
Sul posto sono arrivati polizia, carabinieri, la Squadra mobile e il sostituto procuratore Enrico Riccioni. Il medico legale ha ricostruito una dinamica brutale: la morte sarebbe stata provocata da un’emorragia, causata da una coltellata al braccio, a cui si sarebbero aggiunti alcuni colpi alla testa inferti con un oggetto contundente.
Le telecamere della zona non avrebbero registrato l’ingresso di altre persone nell’abitazione. Per questo tutti i sospetti si sono concentrati subito sulla 33enne, che nel via vai di forze dell’ordine e curiosi si è addormentata in una volante della polizia, in evidente stato di shock e non in condizione di essere interrogata.
Non era la prima volta che in quella casa volavano parole grosse. La sera precedente, meno di 24 ore prima del delitto, i carabinieri erano già dovuti intervenire per sedare una violenta lite tra i due, come confermato dal Tgr Marche. Pennesi, molto conosciuto in città, aveva precedenti legati alla droga e allo spaccio. Per questo, accanto all’ipotesi del dramma domestico, gli investigatori non escludono del tutto un regolamento di conti legato agli stupefacenti.
Restano da chiarire le ultime ore di vita dell’uomo. Nei giorni scorsi la coppia era stata vista serena in spiaggia. Poi, in quella mansarda affacciata sul mare, qualcosa è precipitato per sempre.