L’uomo è rimasto folgorato sugli scogli di Santa Lucia, a Ostuni, durante un violento temporale: vani i soccorsi del 118.
Ostuni (Brindisi) – C’è un cielo che si spacca all’improvviso e una vita che si spegne in un attimo, mentre il mare resta a guardare, indifferente. È la scena straziante che si è consumata sugli scogli di Santa Lucia, sul litorale di Ostuni, dove un uomo di circa 70 anni è morto folgorato da un fulmine. Stava pescando, come tante altre volte, in compagnia di un amico, quando la scarica elettrica lo ha raggiunto in pieno, senza lasciargli scampo.
Erano da poco passate le prime ore del pomeriggio quando, sulla costa brindisina, il maltempo si è abbattuto con violenza. Una fitta e intensa scarica di fulmini ha investito la zona di Santa Lucia, mentre più a sud si concentrava soltanto un breve temporale. I due amici, sorpresi sugli scogli con le canne da pesca in mano, non hanno avuto il tempo di mettersi al riparo. Uno è stato centrato in pieno dal fulmine; l’altro, per una manciata di metri, è rimasto illeso, testimone impotente di una morte arrivata in un lampo.
L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, che hanno lottato a lungo per strappare il settantenne alla morte. Ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano: per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare. Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche gli agenti del Commissariato di Ostuni, guidati dal vice questore Vincenzo Alfano, per i rilievi e la ricostruzione della dinamica.
Una fatalità crudele, di quelle che lasciano senza fiato. E la stessa giornata di temporali che ha flagellato il Sud Italia ha fatto registrare un altro episodio drammatico: a Marzamemi, in Sicilia, un uomo è stato colpito da un fulmine mentre si trovava su un pontile ed è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Siracusa.
Il dramma di Ostuni riaccende i riflettori su un pericolo spesso sottovalutato. In Italia i fulmini uccidono in media una decina di persone ogni anno, mentre nel mondo le vittime sono circa mille. Le zone più esposte sono la montagna, le spiagge, il mare, i campi aperti e gli alberi isolati; i più a rischio restano pescatori, escursionisti, bagnanti e agricoltori. Nella maggior parte dei casi la morte sopraggiunge per un arresto cardio-respiratorio immediato.
Oggi, sugli scogli di Santa Lucia, resta soltanto il silenzio di un mare che ha inghiottito una vita in un istante, e lo sguardo attonito di un amico che quel lampo non riuscirà mai a dimenticare.