I vigili del fuoco, entrando nell’appartamento, hanno scoperto il cadavere mummificato di un anziano.
Genova – C’è un’acqua che scende lenta lungo il muro, una macchia che allarga giorno dopo giorno e un vicino che, insospettito, alza la cornetta e chiama i pompieri. Sembra la più banale delle emergenze domestiche, una perdita da riparare. E invece, dietro quella porta, i vigili del fuoco si sono trovati davanti a una scena da incubo: il cadavere mummificato di un uomo di 79 anni, morto da giorni nel silenzio del suo appartamento, senza che nessuno se ne fosse accorto.
È successo nel pomeriggio di ieri, lunedì 17 agosto, in salita Oregina, nell’omonimo quartiere collinare di Genova. I pompieri erano stati allertati per un semplice problema idraulico: l’acqua filtrava dall’abitazione e il vicino aveva chiesto aiuto. Ma una volta varcata la soglia, la perdita è passata in secondo piano. Nella camera da letto c’era il corpo senza vita dell’anziano, ormai in avanzato stato di decomposizione.
Gli agenti delle volanti sono risaliti in fretta all’identità del proprietario dell’immobile: un uomo di 79 anni, di origini croate, ma da anni residente nel capoluogo ligure. Sul tempo trascorso dalla morte restano ancora molti punti interrogativi, ma le prime valutazioni parlano di un decesso avvenuto da giorni, forse di più. L’ipotesi principale resta quella delle cause naturali, anche se sono in corso tutti gli accertamenti del caso.
Dentro casa, gli inquirenti hanno trovato una quantità enorme di oggetti accatastati ovunque: da qui l’ipotesi che l’anziano fosse un accumulatore seriale. C’era però un ulteriore motivo di cautela: l’uomo risultava detentore di armi. Per precauzione sono stati avvertiti i nuclei specializzati delle forze dell’ordine, che hanno passato al setaccio l’abitazione. I controlli, però, non hanno portato al ritrovamento di nulla di pericoloso all’interno della casa.
A rendere la vicenda ancora più amara è il fatto che non si tratta di un episodio isolato. Solo a inizio agosto, il 4 del mese, un altro anziano era stato trovato morto da settimane in un appartamento di piazza Cavour, a pochi passi dal Porto Antico. Anche in quel caso a dare l’allarme era stata una perdita d’acqua segnalata da un vicino. Due storie diverse, la stessa dinamica beffarda: è stata l’acqua, e non una telefonata, un campanello, una visita, ad accorgersi che qualcuno non c’era più. Il ritratto di una solitudine che, in città, si scopre solo quando ormai è troppo tardi.