L’indagine svela anni di minacce armate e sigilla beni per oltre cinque milioni di euro accumulati terrorizzando le vittime.
Cassino (Fr) – All’alba è scattata l’operazione dei carabinieri contro un gruppo accusato di gestire un vasto giro di droga, usura ed estorsioni. Sono 20 le persone raggiunte da misure cautelari: 17 sono finite in carcere, mentre per altre 3 sono stati disposti i domiciliari con controllo elettronico.
Sequestrati beni e disponibilità economiche per oltre 5,3 milioni di euro. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha portato alla contestazione anche delle aggravanti del metodo mafioso, dell’ingente quantità di droga e dell’utilizzo di minori e persone fragili per lo spaccio.
Il blitz ha coinvolto circa 120 militari, impegnati contemporaneamente in diverse province tra Lazio, Campania e Umbria, con il supporto dei reparti specializzati dell’Arma, delle unità cinofile, dei militari del Ros, di un elicottero e di personale specializzato nella ricerca di droga, armi e denaro nascosti.
Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe avuto una struttura solida e radicata sul territorio da almeno dieci anni. Un’organizzazione a conduzione familiare, capace di rifornire diverse piazze di spaccio nella zona di Cassino e nei comuni vicini, con un sistema ben rodato: chi si occupava dei rifornimenti, chi del trasporto, chi della vendita e chi della gestione dei soldi.
Uno dei punti centrali dell’attività sarebbe stata la zona di Volla, a Piedimonte San Germano, descritta dagli inquirenti come una vera e propria base operativa per lo spaccio, con un via vai continuo di clienti. La droga sarebbe arrivata anche da canali campani, in particolare dall’area di Torre Annunziata. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 1,3 chili di cocaina e ricostruiti traffici per oltre 60 chili.
Dalle indagini sarebbe emerso anche il coinvolgimento di persone in condizioni di particolare difficoltà. Alcuni consumatori, indebitati con il gruppo, sarebbero stati costretti a intestarsi auto, fare acquisti per conto degli indagati o commettere piccoli reati per saldare i debiti.
Non mancavano le armi. Le intercettazioni hanno fatto emergere la disponibilità di pistole, un mitra e un fucile d’assalto. In una perquisizione, nascosti sotto terra, i militari hanno trovato droga, una pistola con munizioni, denaro contante e documenti legati all’attività usuraria.
Oltre allo spaccio, il gruppo è accusato di aver fatto ricorso a minacce e intimidazioni per recuperare crediti e imporre la propria presenza sul territorio. Gli investigatori hanno ricostruito episodi di danneggiamenti, aggressioni, minacce armate e pressioni nei confronti di persone in difficoltà economica.
Secondo la ricostruzione della Procura, il giro d’affari complessivo avrebbe superato i 5 milioni di euro. Per questo sono stati disposti sequestri preventivi di denaro, immobili, veicoli e altre disponibilità economiche riconducibili agli indagati.