Con l’impennata dei prezzi del gasolio, il rischio per il Trasporto Pubblico Locale è uno solo: il taglio delle corse o l’aumento dei biglietti.
Roma – C’è un gigante dai piedi d’argilla che ogni mattina porta milioni di italiani al lavoro, a scuola, in università. È il Trasporto Pubblico Locale (TPL), un settore che oggi non trema per il traffico, ma per il prezzo alla pompa. Mentre le nostre auto piangono per il diesel a 1,97 euro, le grandi flotte di bus stanno letteralmente affogando: il conto della crisi energetica è servito, e ammonta a 30 milioni di euro al mese di extra-costi.
Le associazioni di categoria – AGENS, ANAV e ASSTRA – hanno lanciato un grido d’allarme che non può restare inascoltato. Dall’inizio del 2026, il gasolio ha subito un’impennata vicina al 25%. Per chi gestisce centinaia di mezzi, l’energia è la seconda voce di costo in bilancio dopo il personale (incide per oltre il 15%). Se i margini evaporano, il rischio è uno solo: il taglio delle corse o l’aumento dei biglietti. Il trasporto pubblico, infatti, è il termometro di una democrazia: se muoversi diventa un lusso per le aziende che offrono il servizio, diventerà presto un lusso anche per chi deve fruirne.
Il sistema è in un vicolo cieco. Da un lato c’è la necessità di garantire la mobilità cittadina, dall’altro un mercato “emotivo” che sta caricando premi di rischio ingiustificati basati sulle tensioni in Iran. Le aziende di trasporto, a differenza del singolo automobilista, non possono semplicemente “usare meno l’auto”. Devono garantire la continuità del servizio. Eppure, il rincaro colpisce tutto il fronte: gasolio (+25% dall’inizio dell’anno); metano in forte tensione; energia elettrica (un colpo durissimo per le reti di tram e metropolitane).
Per questo motivo, le associazioni del TPL puntano a soluzioni strutturali per evitare il collasso. Si rivolgono al governo italiano per chiedere a Bruxelles un nuovo Temporary Framework (come quello usato per il Covid) che permetta allo Stato di compensare i maggiori costi energetici senza violare le norme sugli aiuti di Stato. Inoltre, avanzano la richiesta di estendere a tutto il comparto (inclusi i bus turistici e il noleggio con conducente) la riduzione dell’accisa prevista per il gasolio commerciale.