Oltre il 130% di capienza, aggressioni continue e nessun supporto sanitario: il sindacato chiede interventi immediati.
Emilia-Romagna – La CON.SI.PE., Confederazione Sindacati Penitenziari denuncia una situazione fuori controllo all’interno delle carceri italiane e, in modo particolarmente grave, negli istituti della regione. La polizia penitenziaria è lasciata sola a fronteggiare aggressioni quotidiane, sovraffollamento record e una gestione impossibile di detenuti con gravi disturbi psichiatrici, senza mezzi, senza personale e senza risposte strutturali.
Alla Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna cinque agenti sono stati aggrediti nello stesso giorno. Un episodio che non può più essere archiviato come fatto isolato, ma che rappresenta la normalità operativa in molti istituti penitenziari.
«Siamo oltre il livello di guardia. La sicurezza è ormai compromessa e la polizia penitenziaria continua a pagare il prezzo più alto», dichiara Giuseppe Navarra, Segretario Regionale Emilia-Romagna CON.SI.PE.. «Confidiamo negli interventi del Governo e nella volontà di affrontare l’emergenza carceraria, ma dobbiamo constatare con responsabilità che le misure emanate con il nuovo decreto sicurezza non sono in grado di sopperire né di guarire le gravi criticità strutturali del sistema penitenziario. Non possiamo più aspettare: ogni giorno che passa il personale continua a pagarne le conseguenze».
Il sistema penitenziario italiano registra una media di oltre il 130% di sovraffollamento, ma in Emilia-Romagna i numeri assumono contorni drammatici:
- Bologna: 192%
- Ferrara: 161%
- Ravenna: 159%
- Modena: 153%
Numeri che certificano il fallimento delle politiche penitenziarie degli ultimi anni e rendono impossibile garantire sicurezza, ordine e dignità. In queste condizioni, la polizia penitenziaria è costretta a gestire anche detenuti con gravi patologie psichiatriche senza un adeguato supporto sanitario, trasformando le carceri in luoghi di tensione permanente.
La CON.SI.PE. chiede risposte immediate e concrete:
- riduzione immediata del sovraffollamento;
- potenziamento urgente degli organici;
- presenza strutturale di personale sanitario specializzato;
- strategie operative adeguate alla reale complessità degli istituti.
«La fiducia nelle istituzioni resta, ma il tempo delle attese è finito», conclude Navarra. «Servono interventi strutturali e immediati, non provvedimenti tampone».