Carabiniere condannato per aver ucciso ladro, il sindacato insorge

La Fesica esprime piena e incondizionata solidarietà a Emanuele Marroccella e parla di “sentenza ingiusta”.

Roma – La Fesica esprime piena e incondizionata solidarietà al carabiniere Emanuele Marroccella, condannato a tre anni di carcere “per un intervento di servizio che ha salvato vite e protetto la sicurezza pubblica“. Lo dice Bruno Mariani, segretario generale del sindacato autonomo dei lavoratori. “Marroccella si trovava a fronteggiare un soggetto in fuga dopo un tentato furto e il ferimento di un collega militare: un’azione eroica che ha evitato conseguenze potenzialmente drammatiche per innocenti e operatori delle forze dell’ordine”.

“Condannare un servitore dello Stato per aver adempiuto al suo dovere, in un contesto di pericolo imminente, – spiega Mariani –, rappresenta un pericoloso attacco alla tutela dei lavoratori in divisa ed anche al principio di legittima difesa. Auspichiamo, dopo la condanna in primo grado, prevalga la verità dei fatti con una vera giustizia che premi chi rischia la vita ogni giorno per difendere la nostra comunità”.

La sentenza riguarda il carabiniere Emanuele Marroccella, di 56 anni, che nella notte del 20 settembre 2020 aveva esploso un colpo mortale contro Jamal Badawi durante un inseguimento all’Eur, a Roma. Il giudice ha inflitto una pena più severa rispetto ai due anni e sei mesi sollecitati dal pubblico ministero.

“Le forze dell’ordine meritano certezze normative e supporto incondizionato, non processi che minano la loro morale ed operatività. La Fesica continuerà a battersi anche per i lavoratori in divisa, promuovendo leggi chiare sulla legittima difesa e contro ogni forma di delegittimazione del loro ruolo essenziale”, conclude Mariani.