Cane ucciso a colpi di pistola da un carabiniere

L’associazione LEAL presenterà formale denuncia, chiedendo chiarezza sull’uso delle armi e sulla mancata preparazione nelle emergenze che coinvolgono animali.

Cremona – Un intervento di soccorso trasformato in tragedia: un pastore tedesco di nome Black ucciso a colpi di pistola e il suo compagno Nebbia ancora in vita. È l’episodio avvenuto la sera del 10 gennaio a Vicobellignano, frazione di Casalmaggiore (CR), che vede oggi LEAL scendere in campo per chiedere giustizia e fare luce sulla condotta dei militari intervenuti.

La responsabile della sezione di Cremona Giovanna Tarquinio è in stretto contatto con Rossella e il suo compagno Bibo, i testimoni oculari che per oltre un’ora hanno protetto i cani nel traffico in attesa dei soccorsi. Secondo la ricostruzione dei fatti, i carabinieri sarebbero giunti sul posto con un approccio inadeguato a gestire animali spaventati, brandendo i manganelli d’ordinanza.

Rossella, profondamente scossa dall’accaduto, ha descritto così i momenti cruciali dell’intervento:
“Abbiamo fermato le macchine nei due sensi della strada per evitare che venissero investiti. I cani erano impauriti, si accostavano alle auto. Abbiamo chiamato il 112 e ci è stato risposto che non potevano intervenire. Dopo un’ora di attesa i carabinieri sono arrivati e sono scesi con il manganello.”
Il racconto prosegue descrivendo la tragica escalation: “Uno dei cani ha morsicato un carabiniere che è caduto nel fosso. L’altro militare, sempre con il manganello, è andato in soccorso del collega, il quale ha sparato al pastore tedesco… subito dopo ha iniziato a mirare con la pistola all’altro. Siamo andati via, non riuscivamo ad assistere a un altro omicidio del genere. Ucciderli a sangue freddo non è maltrattamento?”

L’associazione esprime profonda preoccupazione per la mancanza di preparazione specifica delle forze dell’ordine in situazioni che coinvolgono animali. Roberto Brognano, Responsabile Maltrattamenti e Randagismo LEAL, dichiara: “Dai fatti emerge una gestione dell’intervento totalmente sproporzionata. È inaccettabile che l’unica risposta a un animale in evidente stato di ansia e paura sia stata l’uso di  armi da fuoco o manganelli. Riteniamo gravissimo che il militare abbia sparato a un cane terrorizzato anziché optare per metodi non violenti o richiedere l’intervento di personale sanitario competente”.

LEAL ha conferito mandato al proprio ufficio legale per presentare denuncia nei confronti del militare che ha sparato a Black. L’associazione si unisce all’appello dei testimoni e del proprietario degli animali per rintracciare altri automobilisti presenti al momento dei fatti.