La casa su ruote sta avendo il suo periodo d’oro ma speriamo che, anche questo indotto, non provochi la iattura dell’overtourism. I giovani lo utilizzano sempre di più.
Il camper sta vivendo il suo momento di gloria. Questa tipologia di autoveicolo motorizzato e attrezzato come un’abitazione trova sempre più consenso tra i viaggiatori. Il fatto, poi, di essere allo stesso tempo mezzo per viaggiare e soggiornare ha fatto crescere il suo appeal. Una sorta di casa mobile su 4 ruote, cosa si vuole di più dalla vita? Un tempo quando si parlava di camper si pensava subito ad una famiglia con molti figli.
Oppure ai pensionati che, liberi dal lavoro, potevano andare a zonzo a piacimento. Oggi invece sembra essere la risposta giusta ai nuovi bisogni del turista. Innanzitutto l’aspetto comodo, in secondo luogo la libertà di spostarsi. Tutte le scelte che si possono fare non dipendono da prenotazioni o caparre ma da ciò che più aggrada al momento.
I dati diffusi dall’Ente Nazionale Italiano per il Turismo (ENIT), l’agenzia pubblica per la promozione dell’immagine dell’Italia nel mondo e il supporto della commercializzazione dei prodotti turistici nostrani, ci indicano che il 93% preferisce questa modalità di spostamento; il 75% la possibilità di scoprire itinerari poco pubblicizzati dal turismo di massa; il 69% per il fatto che ci si può muovere senza vincoli.
Rispetto a quelli di decenni fa i camper di oggi sono all’altezza dei tempi ipertecnologici: connettività, sistemi di assistenza alla guida e strumenti di bordo come un’astronave pronta a spiccare il volo nello spazio. E non è mica finita qui. Potevano mai mancare gli schermi tattili, pannelli solari, riscaldamento autonomo e bagni con doccia come se si trattasse di un mini appartamento? Tutti accessori che hanno reso la macchina molto appetibile sul mercato.
C’è da segnalare che un autoveicolo siffatto comporta un certo costo, accessibile ai più danarosi. E’ probabile che la crescita sia dovuta a chi se lo può permettere, che così riesce a “prendere due piccioni con una fava“: il confort, a cui non può rinunciare e la sostenibilità, e la tendenza che “fa tanto figo”. Dal punto di vista ambientale pare che il turismo dei camperisti riduca l’emissione di anidride carbonica (CO2), le risorse fossili e il consumo idrico.
Questa peculiarità è stata particolarmente apprezzata dai giovani. Il settore ha registrato un’impennata anche grazie al mercato del noleggio. Per chi si è fatto sedurre per la prima volta dal turismo itinerante, l’auto-casa a nolo costituisce un’ottima chance, in quanto acquistare un camper richiede una serie di considerazioni sul costo, manutenzione, l’utilizzo di fatto e sui luoghi attrezzati durante i periodi in cui sta fermo.

Le giovani generazioni hanno trovato terreno fertile in questa modalità, avvezza com’è al valore d’uso di un servizio, ossia l’utilità concreta che possa soddisfare un bisogno, rispetto al possesso. D’altronde già avevano apprezzato il car sharing e il noleggio nel lungo periodo. Per la cronaca il car sharing è un servizio di mobilità urbana che permette di noleggiare un’auto per brevi periodi, minuti od ore, pagando solo l’utilizzo effettivo.
Anche le infrastrutture di ricezione sono migliorate sulla scia dello sviluppo del settore. Sono aumentate di numero le aree di sosta con tutti gli annessi che la tecnologia richiede. Secondo i dati più attendibili si è creato un giro d’affari di un certo spessore, di 8.5 miliardi di euro, a conferma di come il comparto si sia, ormai, consolidato. Per gli amanti del camper e per i più curiosi attratti dalle novità, ogni anno si tiene una fiera ad hoc. Mica poteva mancare? Certo che no.
Quest’anno si svolgerà dal 12 al 20 settembre alla Fiera di Parma il “Salone del Camper”, col contributo dell’Associazione Produttori Camper (APC), l’ente italiano che riunisce le aziende che costruiscono camper, caravan e accessori per il turismo all’aria aperta. Si spera che il fenomeno resti contenuto e non si allarghi più di tanto. Meglio non immaginare le strade attraversate da una marea di camper alla ricerca della sostenibilità. Sarebbe insostenibile…
Abbiamo già dato col turismo di massa e il suo effetto patologico, l’overtourism!