Caccia illegale e trappole mortali: denunciati 15 bracconieri

Blitz dei carabinieri forestali contro uccellagione e traffico illecito di specie protette nelle aree sensibili.

Cagliari – Nelle settimane scorse i carabinieri forestali del Nucleo CITES di Cagliari col supporto del SOARDA (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali) del CUFAA (Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari) e il prezioso contributo informativo delle Stazioni Territoriali dei carabinieri delle province di Cagliari e di Oristano, hanno posto in essere un’imponente attività di contrasto al fenomeno del bracconaggio, con particolare riferimento all’uccellagione e alla cattura di avifauna selvatica migratoria nelle province di Cagliari e Sud Sardegna.

I militari hanno denunciato a piede libero quindici persone, tutti cittadini italiani di varie età. Nello specifico due soggetti nella Provincia di Cagliari sono stati sorpresi senza licenza di caccia mentre attivavano lacci per la cattura di ungulati e, a seguito delle perquisizioni, sono state rinvenuti e sequestrati 24 lacci metallici: in caso di condanna rischiano da 6 mesi e 3 anni di reclusione e la multa da 154,00 a 516.00 euro.

Altri due soggetti sono stati colti, nel Sud Sardegna, nell’esercizio dell’attività venatoria in periodo di divieto generale cioè quando tale attività, secondo il calendario venatorio regionale, era già chiusa da tempo. Gli stessi soggetti sono anche stati colti in flagranza nell’utilizzo di numerose e micidiali trappole a molla per la cattura di avifauna selvatica migratoria di piccola taglia e, in caso di condanna, rischiano l’arresto da tre mesi a un anno o, in alternativa, un’ammenda da 1.800,00 a 5.000,00 euro oltre alla revoca del porto di fucile.

Nella Provincia di Cagliari inoltre tre soggetti sono stati sorpresi in possesso di esemplari vivi di
avifauna selvatica particolarmente protetta catturati in natura e con altrettante “gabbie trappola” in
attività per la cattura di altri esemplari. Ne è scaturita la denuncia per “furto venatorio” e “tentato furto venatorio”: in caso di condanna, i soggetti rischiano da 6 mesi a 3 anni di reclusione e la multa da 154,00 a 516,00 euro.

Altri cinque soggetti, tra la Provincia di Cagliari e quella del Sud Sardegna, sono stati deferiti a piede libero per ricettazione in quanto sorpresi in possesso di numerosi esemplari di specie di avifauna protetta di provenienza illecita: se i fatti verranno confermati in sentenza, i soggetti rischiano la reclusione da 2 a 8 anni e la multa da 516,00 euro a 10.329,00.

Infine, tre cittadini sono stati invece denunciati tra le Provincie di Cagliari e Oristano per incauto
acquisto
, in quanto è risultato che avessero acquistato a vario titolo esemplari di avifauna selvatica
protetta di provenienza illecita. Nel corso della massiccia operazione sono inoltre stati “bonificati”, con l’ausilio di alcune associazioni di volontariato, alcuni sentieri nelle Provincie del Sud Sardegna e di Cagliari disseminati da numerose trappole aeree attive, in alcune delle quali erano finiti esemplari di avifauna protetta quali pettirosso e tordo.

I carabinieri forestali unitamente ai volontari delle associazioni hanno provveduto a rimuovere e sequestrare i sistemi di cattura illegale rinvenuti unitamente agli esemplari di avifauna morta catturata illegalmente.

Sono inoltri stati posti sotto sequestro penale:

  • Nr 24 (ventiquattro) lacci metallici per la cattura di fauna (ungulati);
  • Nr 30 (trenta) trappole aeree in alcune delle quali sono stati rinvenuti esemplari di avifauna selvatica protetta morti e già in avanzato stato di decomposizione;
  • Nr 4 (quattro) gabbie trappola attive al momento dei controlli;
  • Nr 131 (centotrentuno) esemplari vivi di avifauna selvatica migratoria appartenenti a diverse specie (verdoni, cardellini, lucherini, verzellini, venturoni corsi, calandre) per un valore sul mercato illegale stimato in circa 26.000 euro i quali sono stati affidati al Centro di recupero di fauna selvatica (CRAFS) di Monastir (CA) gestito dall’Agenzia Regionale FORESTAS dove gli esemplari, dopo aver ricevuto le cure riabilitative del caso, sono stati reimmessi in natura.

L’operazione antibracconaggio, denominata “ALI LIBERE”, è stata effettuata dai carabinieri forestali per contrastare i reati contro l’avifauna selvatica migratoria che vede il territorio della “Sardegna Meridionale” quale “Black spot” riconosciuto dal Piano Nazionale d’Azione contro gli illeciti ai danni dell’avifauna selvatica, ossia una delle sette aree ove il fenomeno del bracconaggio assume forme più intense unitamente alle Prealpi lombardo-venete, Delta del Po, Costa Pontino-campana, Sicilia occidentale, Stretto di Messina, Coste e Zone umide della Puglia settentrionale.