Battuti a tappeto parchi, stazioni e metropolitane di Milano. L’unica pista resta l’avvistamento vicino al Monte Stella.
Milano – Ore ed ore a camminare, squadre divise in gruppi da tre per passare al setaccio parchi, viali, snodi delle metropolitane e persino le panchine dove la città si ferma a dormire la notte. Ma di Paolo Decaro, il designer trentottenne svanito nel nulla il 29 luglio dopo essere rientrato nel suo appartamento in zona Certosa lasciando a casa cellulare, carte di credito e portafoglio, continua a non esserci alcuna traccia.
L’ennesima giornata di ricerche a tappeto condotta da familiari, amici e da una catena di volontari si è chiusa con un esito a vuoto, lasciando un interrogativo che tormenta chiunque stia partecipando alle operazioni: com’è possibile che un uomo cercato da un’intera città riesca a passare del tutto inosservato?
La mobilitazione si è concentrata sul quadrante ovest di Milano, battendo la Montagnetta del Parco del Portello, viale Certosa, il Parco Monte Stella, Piazzale Lodi e le fermate di Lotto e Lampugnano. In queste ore i familiari hanno voluto parlare di persona anche con la guardia giurata che nei giorni scorsi ha riferito di aver visto il giovane in stato alterato e confuso nei pressi del Monte Stella: ad oggi, è questa l’unica segnalazione ritenuta realmente concreta e verosimile tra le decine arrivate da quando è scattato l’allarme.

La risposta della città è stata imponente, con decine di persone che, pur non avendo mai conosciuto Paolo, si sono unite ai parenti arrivati dalla Sicilia per perlustrare le strade e distribuire volantini. Nel quartiere Certosa la quasi totalità dei residenti e degli esercenti conosce ormai il volto del brillante professionista originario dell’Agrigentino, ed è proprio per questo che l‘assenza di riscontri concreti pesa come un macigno.
Gli investigatori e i familiari non escludono alcuna ipotesi, compresa la possibilità che il 38enne possa essersi spostato al di fuori dei confini cittadini o che stia attraversando un momento di profondo smarrimento che lo spinge a nascondersi. Le perlustrazioni e il vaglio di ogni singolo messaggio inviato ai numeri di emergenza continuano senza sosta, sorretti dall’appello accorato della famiglia rivolto a tutti i cittadini: guardarsi attorno in ogni angolo della città, perché Paolo potrebbe essere ovunque, fragile e in cerca di aiuto, in attesa che qualcuno lo riconosca.