Nonostante il medico avesse tentato di riprendere servizio, l’azienda sanitaria ha optato per un congedo forzato.
Brindisi – Clima di altissima tensione all’ospedale Perrino, dove la Direzione Generale dell’Asl è intervenuta per allontanare Cristian Luca Ghezzani, l’anestesista cinquantenne indagato per il maltrattamento e l’uccisione di numerosi gatti. Nonostante il medico avesse tentato di riprendere servizio dopo un periodo di congedo, il manager dell’azienda sanitaria, Maurizio De Nuccio, ha ordinato che venisse “riaccompagnato all’uscita”, imponendogli un riposo forzato.
Come riporta Il Corriere del Mezzogiorno, a far precipitare la decisione, oltre alla gravità delle accuse, anche una questione economica: l’anestesista era tornato al lavoro beneficiando di prestazioni aggiuntive pagate 100 euro l’ora, nonostante un considerevole monte ferie non godute che avrebbe permesso la sua assenza senza gravare sulle casse pubbliche.
Le indagini della Procura di Brindisi dipingono un profilo di inaudita crudeltà. Secondo quanto emerso, Ghezzani sarebbe responsabile della morte di almeno tre gatti, mentre altri cinque sarebbero sopravvissuti a torture cruente.
Le indiscrezioni raccolte dagli inquirenti, supportate dalle testimonianze di una volontaria di un gattile locale, descrivono dettagli raccapriccianti: l’impiego di un martello a rampone per tranciare code e zampe o, in alcuni casi, per perforare il cranio dei felini. Inoltre, pare che venisse applicata colla sugli occhi delle bestiole per impedirne la vista e causare dolore prolungato.
Tutto ciò ha scatenato un’ondata di indignazione nazionale, con le associazioni animaliste sul piede di guerra e un clima di profonda diffidenza all’interno dello stesso personale ospedaliero. L’Asl di Brindisi ha dunque assunto una posizione netta, richiamando il medico al dovere di informare immediatamente il datore di lavoro sulla pendenza di procedimenti penali, specialmente quelli in grado di incidere sul decoro e sul rapporto fiduciario della funzione pubblica rivestita.