“Mi sono finta morta, mi hanno trattata come un trofeo”, ha raccontato in aula la ragazza che ha denunciato gli abusi e ha tentato più volte il suicidio.
Cuneo – Sotto i portici di Bra, la sera del 30 maggio scorso, la gioia per la storica promozione in Serie C si è trasformata, per una studentessa torinese di vent’anni, in un incubo giudiziario e personale. Tre calciatori della squadra giallorossa, all’epoca protagonisti della scalata sportiva, sono ora accusati di violenza sessuale di gruppo. Ieri, presso il Tribunale di Asti, i legali degli imputati hanno formalizzato la richiesta di rito abbreviato davanti al giudice Victoria Dunn.
Gli indagati, che hanno chiesto di essere interrogati per respingere le accuse, sono Fausto Perseu (24 anni, attualmente al Giulianova), Alessio Rosa (23 anni, in forza al Ligorna) e Christ Jesus Mawete (21 anni, centrocampista del Livorno). Per uno di loro pende anche l’accusa di revenge porn per aver diffuso le immagini dell’atto in una chat di squadra.
Secondo la ricostruzione della Procura di Asti, guidata dal pm Davide Greco, la ragazza avrebbe seguito spontaneamente uno dei giocatori, Perseu, nel suo alloggio, ma chiarendo più volte di voler avere un rapporto esclusivamente con lui. Una volta nell’appartamento, però, sarebbero comparsi gli altri due compagni di squadra. La giovane ha dichiarato di essere rimasta impietrita e di essersi “finta morta” per subire gli atti senza opporre ulteriore resistenza per paura.
Durante il rapporto sarebbero state scattate foto e girato un video, poi inviato nella chat di squadra rinominata “We are champs” (Siamo campioni). Un gesto che ha spinto la vittima a dichiarare: “Mi sono sentita un trofeo da esibire”. Dallo screening dei cellulari è emerso un messaggio inviato a uno dei calciatori: “Vieni nudo”. Quando lui ha espresso dubbi (“non è che smette?”), la risposta è stata perentoria: “Vieni”.
Il percorso post-traumatico della studentessa è stato drammatico. Tornata a Torino, è stata un’amica a convincerla a recarsi al Centro Soccorso Violenza Sessuale dell’ospedale Sant’Anna per denunciare. Durante l’inchiesta, la ragazza ha tentato più volte il suicidio per l’eccesso di medicinali, venendo soccorsa in extremis dagli agenti della Questura di Torino. Oggi è seguita da psichiatri e terapeuti nel tentativo di riprendere gli studi universitari. “Lotto ogni giorno contro la vergogna”, ha fatto sapere tramite il suo legale, Luca Cavallo, costituendosi parte civile.
Diametralmente opposta la versione dei legali dei tre calciatori, gli avvocati Gianluca De Bonis, Alessandro Buccieri e Andrea Rosso. Secondo la difesa, le indagini difensive avrebbero fatto emergere “significative incongruenze” nel racconto della giovane. I tre atleti sostengono la tesi della consensualità dell’intero rapporto e confidano che il rito abbreviato possa dimostrare la loro “totale estraneità” ai fatti contestati. Il processo riprenderà con l’esame degli imputati, passaggio chiave per definire le responsabilità di una notte che ha macchiato la festa sportiva di un’intera città.