La Regione potenzia i controlli sui frutti di mare. Gli esperti avvertono: “Attenzione alla cottura, non basta che la cozza si apra”.
Napoli – Cresce l’allerta sanitaria in tutta la Campania per un’impennata anomala di casi di epatite A. Al 18 marzo, il bilancio ufficiale parla di 133 contagi dall’inizio dell’anno, un numero che ha spinto la Regione a disporre un rafforzamento immediato dei controlli su tutta la filiera dei molluschi bivalvi. Nonostante l’afflusso costante al pronto soccorso dell’ospedale Cotugno, la direzione sanitaria rassicura: “La situazione è gestibile, nessuna emergenza clinica”.
L’infezione, causata dal virus HAV, sta colpendo duramente l’area napoletana, portando sotto la lente d’ingrandimento le abitudini alimentari legate al consumo di prodotti crudi.
La situazione negli ospedali
All’ospedale Cotugno, centro di riferimento per le malattie infettive, la pressione è costante ma organizzata:
- Nuovi ricoveri: Nelle ultime 24 ore si sono registrati 14 nuovi casi; per 9 di questi è stato disposto il ricovero in degenza, alleggerendo l’area di emergenza.
- Trasferimenti: Sono in corso trasferimenti di pazienti anche dal presidio CTO per centralizzare la gestione dei casi più complessi.
- Monitoraggio: L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno sta analizzando campioni prelevati lungo la costa per individuare eventuali lotti di molluschi contaminati.
Come avviene il contagio
Il virus dell’epatite A si trasmette per via oro-fecale. Il rischio principale deriva dall’ingestione di acqua o cibi contaminati, ma anche dal contatto stretto con persone infette.
- Incubazione: molto lunga, dai 15 ai 50 giorni. Questo rende difficile per il paziente ricordare con esattezza cosa abbia mangiato al momento del contagio.
- Sintomi: febbre, malessere generale, nausea, dolori addominali, urine scure e il classico ittero (colorazione giallastra della pelle e delle sclere oculari).
Guida alla prevenzione
La Regione Campania e l’Istituto Superiore di Sanità hanno diffuso un vademecum rigido per arrestare la catena dei contagi:
Molluschi (cozze, vongole, ostriche)
Attenzione: la semplice apertura delle valve non garantisce l’uccisione del virus.
- Il calore deve penetrare uniformemente: i frutti di mare non vanno consumati “appena scottati” o tiepidi.
- Acquistare solo da rivenditori autorizzati, verificando l’etichetta di provenienza.
Frutti di bosco
- Freschi: lavarli accuratamente sotto acqua corrente potabile.
- Surgelati/Congelati: devono essere bolliti a 100°C per almeno 2 minuti. Non usarli mai crudi per guarnire dolci o yogurt se provengono dal banco freezer, poiché il virus resiste alle basse temperature.