La Città delle Due Torri e zone limitrofe hanno ammaliato la stampa estera che ne ha decretato il primato assoluto sotto tutti i punti di vista. La gastronomia batte tutti.
L’Emilia-Romagna è la regione preferita dalla stampa internazionale. Si pensava che all’estero in un ipotetico elenco delle città più gettonate ci sarebbe stata Roma, una città dal fascino storico ineguagliabile. Non a caso definita “Caput Mundi” o “Città Eterna”, posizionandosi costantemente tra le prime mete turistiche al mondo per il suo patrimonio culturale e religioso.
Oppure Milano, la città più internazionale, dinamica e cosmopolita d’Italia, un vero fulcro europeo per affari, moda, design e università. O ancora Firenze, definita la “culla del Rinascimento“, un vero e proprio museo a cielo aperto. Per finire questa lista dei pronostici Venezia, la città sulla laguna, tra le più affascinanti e fragili al mondo, spesso dipinta come un luogo onirico e sospeso nel tempo.
Tra queste si pensava di poter eleggere la “regina” dalla stampa estera. Ed invece “Business Insider” ha scelto, con sorpresa di molti, l’Emilia-Romagna. Si tratta di una nota Testata giornalistica online statunitense, con varie edizioni internazionali, focalizzata su notizie finanziarie, economiche e tecnologiche a livello globale. Copre anche temi più generalisti, fornendo analisi di mercato e approfondimenti.
Sono state visitate tutte le 20 regioni del Paese in vari periodi e dopo continui viaggi. La notizia è stata riportata dal Daily Mirror, uno dei più diffusi quotidiani britannici. Il risultato è scaturito da un’analisi complessiva a 360° come si usa dire oggi a tutti i livelli. Non solo arte e località amene ma qualcosa che coinvolge tutti i sensi.
Cibo e accoglienza rappresentano una simbiosi quasi perfetta tra passato e presente che, secondo la Testata, in Emilia-Romagna diventa una sorta di quintessenza assoluta. A leggere il reportage, tra le righe, è emerso che il motivo per cui l’Emilia-Romagna è stata la regione scelta è più prosaico di quanto si pensi. Gira e rigira tutto si conclude a tavola e le specialità del territorio sono di un’eccellenza gastronomica unica.
Basta ricordare il famoso Parmigiano reggiano, riconosciuto come Denominazione di Origine Protetta (DOP), il prosciutto di Parma, l’aceto balsamico di Modena, la mortadella e i tortellini di Bologna: una sinfonia di gusto, olfatto e tatto. Il territorio consta di 44 prodotti DOP e IGT (Indicazione Geografica Tipica), un primato come nessuno in Italia.
Ha favorevolmente colpito l’eterogeneità gastronomica esistente nello spazio di pochi chilometri tra affettati, formaggi e pasta fresca gli autori del “pezzo” si sono deliziati. Non solo cibo e buon vino, tra cui il Lambrusco, frizzante e tra i più eclettici e abbinabili che esistono. Un altro fattore che ha fatto pendere la bilancia a favore dell’Emilia-Romagna sono stati i motori.

L’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola resta una meta da non perdere per gli appassionati di Formula 1, malgrado sia stato escluso dal calendario ufficiale per il 2026, segnando un’interruzione dopo le edizioni precedenti. La decisione è legata alla necessità di far spazio a nuove destinazioni e alla strategia di non avere due gare in Italia, con il contratto scaduto nel 2025.
L’altro circuito, infatti, è a Monza, dove si svolge il Gran Premio d’Italia. A proposito di motori come non ricordare la presenza della Lamborghini, un’azienda di automobili. La sede e l’unico stabilimento produttivo sono da sempre situati a Sant’Agata Bolognese, un Comune di nemmeno 8 mila abitanti, dove lavorano oltre 1.900 dipendenti.
L’azienda dal 1998 è interamente posseduta dalla tedesca Volkswagen. Infine la Ducati, un’azienda motociclistica con sede nel quartiere Borgo Panigale, che vanta una storia gloriosa con tante vittorie nelle competizioni sportive.
Infine la presenza su tutto il territorio regionale di un welfare state che ancora regge, malgrado le crepe che si stanno aprendo dappertutto.