L’ossessione nata sui banchi di scuola: il giovane riteneva il docente l’unico responsabile del suo fallimento. Dopo una prima condanna, a gennaio era ripartito l’assedio di messaggi.
Venezia – Una bocciatura ai tempi delle superiori trasformata in un’ossessione feroce, durata quasi dieci anni. Un giovane di 26 anni residente a Favaro Veneto, come riporta Il Gazzettino, è stato sottoposto alla misura cautelare del braccialetto elettronico con l’accusa di stalking aggravato nei confronti del suo ex insegnante. Per anni, il docente è stato bersaglio di un incessante martellamento psicologico fatto di minacce di morte e insulti, inviati a ogni ora del giorno e della notte.
L’intervento dei carabinieri di Favaro Veneto, scattato martedì 4 marzo su disposizione del Tribunale di Venezia, punta a interrompere una spirale di odio che rischiava di sfociare in una pericolosa escalation di violenza fisica. Il rancore del ragazzo affonda le radici nel periodo delle scuole superiori.
Nonostante la decisione di bocciarlo fosse stata presa dall’intero collegio docenti, il giovane aveva individuato nel professore il suo unico “carnefice”, ritenendolo responsabile della fine della sua carriera scolastica. Lo stalking non si è manifestato con pedinamenti fisici, ma attraverso una valanga di sms e messaggi sui social network.
Già tre anni fa il docente aveva sporto querela, portando il giovane a una prima condanna. Tuttavia, dopo una breve tregua nel 2023, lo scorso gennaio il 26enne ha ripreso i contatti in modo ancora più aggressivo e ossessivo. Il quadro indiziario raccolto dai militari ha convinto l’autorità giudiziaria della necessità di una protezione immediata per la vittima.
La misura notificata prevede il divieto di avvicinamento. Il giovane non potrà frequentare i luoghi abitualmente visitati dall’ex insegnante. Inoltre, stop assoluto a chiamate, sms o contatti via social. Disposto anche il braccialetto elettronico: un dispositivo di controllo costante per garantire che lo stalker non tenti di avvicinarsi fisicamente all’uomo, scongiurando il rischio di aggressioni dal vivo.
I carabinieri hanno analizzato minuziosamente la “catena” di messaggi inviati negli ultimi mesi, riscontrando contenuti minatori e promesse di vendetta estremamente violente. L’applicazione del braccialetto elettronico è stata ritenuta necessaria proprio per la persistenza del rancore, che a distanza di anni dalla fine della scuola non accennava a placarsi, rendendo la vita del docente un incubo costante.