La piccola si trovava in una casa vacanze insieme ai genitori e a un’altra famiglia quando è scivolata in acqua senza che nessuno se ne accorgesse.
Palermo – È stata disposta l’autopsia sul corpo della bambina di due anni e mezzo morta annegata giovedì scorso a Palermo. La procura ha ordinato il sequestro della salma per accertare con certezza la causa del decesso, che al momento resta affidata alle conclusioni del medico legale intervenuto poche ore dopo i fatti: con ogni probabilità, ha stabilito, la piccola è morta per annegamento.
Sono i carabinieri a condurre le indagini sull’accaduto. Nelle ultime ore gli investigatori hanno raccolto le testimonianze dei genitori della bambina e dell’altra coppia che quella sera si trovava con loro, nel tentativo di ricostruire con precisione la dinamica della tragedia e capire in quale momento sia venuta meno la sorveglianza sulla piccola.
A restituire i contorni della vicenda sono proprio le prime dichiarazioni raccolte. La famiglia della bambina stava trascorrendo la serata insieme a un’altra coppia di amici in una casa presa in affitto per le vacanze, dotata di una piscina sopraelevata montata in giardino. Tra i due nuclei familiari, la sorveglianza sulla piccola si sarebbe allentata per pochi, decisivi istanti: il tempo sufficiente perché la bambina si immergesse in acqua senza che nessuno se ne accorgesse.
Quando i genitori si sono resi conto che la figlia era in piscina e non reagiva, non hanno atteso l’arrivo di un’ambulanza: l’hanno caricata loro stessi in auto, correndo verso la guardia medica cittadina più vicina. Ma il tempo trascorso si è rivelato fatale, e per la bambina non c’era più nulla da fare.