Balwinder Singh

Si dimette Balwinder Singh: il consigliere di Brescia indagato per maltrattamenti alle figlie

Il consigliere di centrodestra lascia dopo l’inchiesta. Lui e la moglie con braccialetto elettronico: “Botte per impedire uno stile di vita occidentale.”

Brescia – Balwinder Singh, 49enne consigliere comunale di origini indiane eletto nella lista civica di centrodestra “Fabio Rolfi Sindaco,” ha presentato stamani le dimissioni dalla carica a Palazzo Loggia. La decisione arriva dopo giorni di pressione politica e mediatica, in seguito al suo coinvolgimento in un’inchiesta per maltrattamenti in famiglia. Lui e la moglie, entrambi sottoposti al braccialetto elettronico e al divieto di avvicinamento alle due figlie, sono accusati di aver usato botte e minacce per impedire alle giovani di vivere “all’occidentale,” come desideravano.

Il caso è esploso il 29 marzo, quando la Procura di Brescia ha disposto le misure cautelari, accogliendo la richiesta del pm Marica Brucci e del gip Andrea Guerrerio. Le figlie—una 23enne che ora convive con il fidanzato grazie al supporto di un centro antiviolenza, e una 18enne trasferita in una comunità protetta dal 26 marzo—hanno denunciato anni di violenze fisiche e psicologiche. Secondo gli inquirenti, i genitori le avrebbero controllate ossessivamente, vietando relazioni con ragazzi italiani e tentando di imporne un matrimonio combinato.

Una bufera politica

Balwinder Singh, in Italia dal 2001 e noto per i suoi discorsi sull’integrazione, si è trovato al centro di un terremoto istituzionale. La sindaca Laura Castelletti ha definito i fatti “inaccettabili,” chiedendo un passo indietro. Il centrodestra, che lo aveva candidato, lo ha scaricato: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno invocato le dimissioni, ribadendo che “la violenza non ha scusanti culturali.” Anche il Pd e Alleanza Verdi Sinistra si sono uniti al coro bipartisan, con appelli alla “coerenza istituzionale.”

Fino a ieri, Singh sembrava intenzionato a resistere, ma la sua assenza a un incontro con il presidente del Consiglio comunale Roberto Rossini e la successiva espulsione da Brescia Civica lo hanno isolato. Passato al Gruppo Misto come unico membro, ha ceduto stamani, consegnando le dimissioni. “Rispetto la presunzione d’innocenza, ma la pressione era insostenibile,” ha commentato una fonte vicina al consigliere.

Le accuse e il dramma familiare

Le indagini della Squadra Mobile, partite da una confidenza della figlia minore a un’insegnante, hanno ricostruito un quadro agghiacciante. Le ragazze sarebbero state picchiate con bastoni, minacciate con coltelli e martelli, e costrette a condizioni degradanti: niente acqua calda, capelli legati, divieto di depilarsi. La maggiore, in terza media, fu aggredita dopo aver usato Facebook; la minore subì percosse per “futili motivi.” Gli inquirenti riportano anche che Singh avrebbe lodato davanti alle figlie l’omicidio di Saman Abbas, definendolo “doveroso.”

Il figlio 26enne della coppia, Lovepreet Singh, è stato arrestato il 27 marzo per violenza sessuale sulle sorelle, aggravando il caso. Ora è detenuto a Canton Mombello. L’avvocato della famiglia, Federico Salvi, insiste: “Negano tutto, confidiamo in un chiarimento rapido.”

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