Bakkali (Pd) porta in Parlamento le denunce di “Precari in Rete”: Poste Italiane in agonia

Nell’interrogazione la progressiva erosione del servizio: chiusura di circa 700 uffici postali, e una drammatica diminuzione del personale.

Roma – L’onorevole Ouidad Bakkali (Pd) ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Economia e delle Finanze e del Lavoro e delle Politiche Sociali, esprimendo “profonda preoccupazione per la situazione critica in cui versa il servizio postale italiano”. La sua denuncia mette in luce un quadro allarmante, dove le logiche di profitto sembrano prevalere sulla funzione di servizio pubblico essenziale che Poste Italiane dovrebbe garantire. Bakkali ha evidenziato come, negli ultimi anni, si sia assistito a una progressiva erosione del servizio: chiusura di circa 700 uffici postali, orari di apertura ridotti e una drammatica diminuzione del personale. Questa “tendenza ha avuto un impatto devastante sulle comunità, specialmente quelle più marginali, dove l’ufficio postale rappresenta spesso l’unico punto di riferimento per molti cittadini, in particolare anziani e pensionati”.

Parallelamente, si legge, “la situazione dei lavoratori di Poste Italiane è diventata insostenibile. La precarietà
contrattuale, i carichi di lavoro eccessivi e la mancanza di sicurezza hanno portato a un aumento allarmante degli infortuni, alcuni dei quali con conseguenze fatali. In questo contesto, l’associazione “Precari in Rete” ha giocato un ruolo cruciale nel portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni le difficili condizioni di lavoro dei dipendenti di Poste Italiane. “Precari in Rete” ha raccolto e diffuso dati allarmanti sugli infortuni sul lavoro, denunciando le carenze di sicurezza e le pressioni a cui sono sottoposti i lavoratori. L’associazione ha anche dato voce alle testimonianze dei dipendenti, evidenziando i problemi legati alla precarietà e ai carichi di lavoro insostenibili.

L’onorevole Bakkali ha quindi “chiesto ai ministri di intervenire con urgenza per invertire questa tendenza, garantendo servizi di prossimità ai cittadini e condizioni di lavoro dignitose e sicure per i dipendenti. La sua interrogazione, supportata dalle denunce di “Precari in Rete”, rappresenta un appello per un cambio di rotta, affinché Poste Italiane torni a svolgere il suo ruolo di pilastro della coesione sociale, senza sacrificare i diritti dei lavoratori sull’altare del profitto.

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