Avvocato insulta un collega, non chiede scusa e lo segnala al Consiglio di disciplina

Riceviamo e pubblichiamo

Può un avvocato con 46 anni di carriera, che ha dedicato la vita alla difesa dei diritti, trovarsi sotto procedimento disciplinare per aver preteso rispetto? È l’incredibile vicenda che vede protagonista l’avvocato Giuseppe Lipera, “reo” di non aver accettato in silenzio gli insulti gratuiti di un giovane avvocato dello Stato, Angelo Francesco Nicotra.

I fatti traggono origine da un giudizio civile in cui il giovane funzionario pubblico ha definito le tesi difensive di Lipera come “farneticanti elucubrazioni”, un termine che esorbita dai confini della critica giuridica per sfociare nell’offesa personale, come già stigmatizzato sia dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania (che ha richiamato al dovere di continenza) sia dalla Camera Penale di Catania, che ha espresso solidarietà a Lipera.

Nonostante la gravità del comportamento e il rifiuto categorico di porgere scuse – gesto che avrebbe chiuso la vicenda con eleganza – il giovane Avvocato dello Stato ha scelto la via del contrattacco burocratico, presentando un esposto disciplinare contro il collega senior:

Dopo 46 anni di toga e rispetto per le istituzioni, trovo surreale dovermi difendere da chi, pur rappresentando lo Stato, sembra ignorare le basi della deontologia e del rispetto reciproco – afferma Lipera – si vuole trasformare la vittima in colpevole. Non ho mai usato il termine – giovanotto – in senso dispregiativo, ma se l’arroganza di chi non conosce la storia del tribunale pensa di intimidire chi ha passato mezzo secolo nelle aule di giustizia, ha sbagliato indirizzo“.

L’esposto contro Lipera appare come un tentativo maldestro di silenziare una legittima richiesta di decoro professionale. La difesa di Lipera, depositata presso il Consiglio di Disciplina, non è solo una tutela personale, ma una battaglia per la dignità dell’intera Avvocatura contro l’uso strumentale e “muscolare” delle segnalazioni disciplinari.

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Riceviamo e pubblichiamo la rettifica richiesta dall’interessato al precedente comunicato stampa .

Il sottoscritto, a titolo personale, non ha presentato alcun esposto disciplinare nei confronti dell’Avv. Giuseppe Lipera. Una segnalazione è stata presentata dall’Avvocatura dello Stato, in quanto direttamente e indirettamente lesa nella propria immagine istituzionale dalla compagna di stampa alimentata dal Lipera per una presunta frase diffamatoria contenuta in un elaborato difensivo redatto dello Scrivente.

In vero la querela per diffamazione aggravata presentata il 19.02.24 dal Lipera è stata archiviata dalla Procura della Repubblica di Catania in data 19.03.2024; il Gip del Tribunale di Catania ha rigettato l’opposizione avverso l’archiviazione con ampio provvedimento del 17 luglio 2024; il ricorso in Cassazione contro quest’ultimo è stato dichiarato inammissibile il 18.12.2024, con condanna del ricorrente Lipera alle spese processuali e alla sanzione di tremila euro a favore della casse delle ammende.

Anche l’istanza presentata nella causa civile in cui il Lipera patrocinava e volta a chiedere la cancellazione della frase assuntamente offensiva è stata rigettata con sentenza del 30.01.25, che, ricorsa in cassazione, ha visto dichiarata inammissibile la censura dell’Avv. Lipera sul punto con ordinanza del 22.01.26. L’Ordine degli Avvocati di Catania ha archiviato per incompetenza la segnalazione a fini disciplinari fatta dal Lipera contro lo Scrivente, contestualmente alla querela penale, in relazione alla medesima frase assuntamente offensiva.

Con riguardo a tali procedimenti e a quello civile in cui il Lipera svolgeva patrocinio, la comunicazione del nominato Legale, sui media (tra cui, in particolare, le testate cui la presente è indirizzata), sui suoi profili social e, financo, durante processi in cui l’Avvocatura dello Stato non era parte, non è parsa corretta, obiettiva, continente e funzionale alle esigenze difensive della sua Assistita, in contrasto con specifiche norme del Codice Deontologico Forense, e ciò è stato oggetto della richiesta di valutazione disciplinare avanzata dall’Avvocatura dello Stato all’Ordine degli Avvocati di Catania.

Nel riservarsi la proposizione di eventuali azioni legali, si prega di procedere alla rettifica, rimanendosi disponibili, se richiesto a riprova di quanto qui riportato, a produrre gli atti giudiziari e le decisioni cui si è fatto riferimento, nel rispetto del diritto alla riservatezza di terze parti interessate.

Distinti saluti.

L’Avvocato dello Stato Angelo Francesco Nicotra