L’allarme lanciato dai vicini per il cattivo odore. Le nipoti: “Non avevamo rapporti con lo zio da quando eravamo bambine”.
Prato – Un nuovo, lancinante dramma della solitudine scuote la città tessile. In un appartamento di via Donatello, nella zona della Resurrezione, il corpo di un uomo di 85 anni è stato trovato in stato di mummificazione. L’anziano, un ex operaio che viveva solo, era morto da almeno due mesi senza che nessuno – né parenti, né conoscenti – si accorgesse della sua scomparsa.
La macabra scoperta è avvenuta nella giornata di lunedì 2 marzo, seguendo un copione tristemente noto alle cronache locali. L’allarme, come riporta La Nazione, è scattato quando i residenti del condominio hanno iniziato ad avvertire un odore acre e persistente provenire dall’abitazione del pensionato.
Sul posto sono quindi intervenuti gli agenti della polizia locale che, inizialmente, hanno tentato di rintracciare i familiari, individuando due nipoti dell’uomo. Le donne, tuttavia, hanno dichiarato di aver interrotto ogni contatto con lo zio decenni fa.
Vista l’impossibilità di entrare, i pompieri hanno forzato la porta d’ingresso, trovandosi di fronte al corpo ormai mummificato dal tempo. Una prima ispezione esterna ha confermato che il decesso risalirebbe a circa 60 giorni prima, probabilmente per cause naturali.
L’anziano, descritto come un uomo schivo e riservato, era celibe e non aveva figli. La sua carriera di operaio tessile lo aveva radicato nel tessuto produttivo pratese, ma il pensionamento sembra averlo gradualmente isolato dal resto del mondo. Il pubblico ministero di turno ha disposto il trasferimento della salma in medicina legale per gli accertamenti di rito, in attesa di autorizzare la sepoltura.
Il caso di Prato richiama quanto avvenuto solo un mese fa a Gualdo Tadino (Perugia), dove un uomo di 51 anni è stato trovato senza vita in casa dopo giorni di silenzio. Questi episodi riaccendono il dibattito sulla fragilità dei legami sociali e sull’importanza del monitoraggio degli anziani soli nei centri urbani.