Il figlio della vittima è accusato di omicidio volontario aggravato; la moglie è indagata per concorso nei maltrattamenti.
Castel San Giovanni – All’alba di oggi, 30 marzo 2026, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Piacenza, coadiuvati dalla Stazione di Castel San Giovanni, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del tribunale di Piacenza su richiesta della Procura della Repubblica. Le accuse, pesantissime, riguardano la disumana morte e la morte di un 85enne, rinvenuto cadavere il 25 ottobre 2025 nella sua abitazione.
Per i fatti contestati, il figlio 50enne è stato tradotto in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato, sequestro di persona e maltrattamenti. La moglie 81enne della vittima è stata invece posta agli arresti domiciliari per concorso in sequestro di persona e maltrattamenti.
Il caso era iniziato lo scorso ottobre come un decesso per cause naturali. All’epoca, i familiari avevano riferito ai soccorritori del 118 di aver trovato l’anziano senza vita nel suo letto. Tuttavia, l’occhio attento dei militari intervenuti ha subito colto discrepanze nelle deposizioni e segni sospetti sul corpo del defunto.
Il sopralluogo tecnico ha rivelato una realtà diversa: la vittima non era morta in camera da letto, ma era stata spostata e ricomposta dopo il decesso per simulare una fine serena. Le indagini, supportate da intercettazioni ambientali e da approfondimenti scientifici del R.I.S. di Parma, hanno ricostruito una situazione drammaticamente diversa. L’anziano, affetto da gravi patologie invalidanti, sarebbe stato segregato nel seminterrato: rinchiuso in un piccolo locale-bagno, privo di riscaldamento, luce e in condizioni igieniche degradanti.
Lo stesso sarebbe stato privato di cure: costretto a dormire su un divano troppo piccolo, alimentato con cibo insufficiente e lasciato senza assistenza medica nonostante profonde piaghe da decubito. L’85enne sarebbe anche stato vittima di violenze: il ritrovamento di schizzi di sangue sulle pareti del bagno ha portato a ricostruire recenti aggressioni fisiche.
L’esame autoptico è stato decisivo per confermare i gravi indizi nei confronti dei sospettati. Oltre all’evidente stato di malnutrizione, è stata individuata una ferita da punta e taglio al padiglione auricolare destro. L’importante emorragia derivata da questa ferita, unita allo stato di estrema debilitazione, sarebbe risultata fatale per l’85enne.