Anziana uccisa in casa, il figlio: “Non ricordo, dormivo”

Il delitto sarebbe avvenuto tra le 12 e le 24 ore prima del ritrovamento del corpo. L’uomo soffre di un disturbo bipolare.

Genova – Emergono dettagli agghiaccianti e una pista familiare definita nel giallo di via San Felice. La vittima dell’omicidio consumatosi nel quartiere di Molassana è Maria Marchetti, 86 anni, conosciuta da tutti come “Mariuccia”. Per il delitto è stato fermato il figlio minore, Fabio Fibrini, trovato in casa con i vestiti ancora intrisi di sangue al momento dell’irruzione dei parenti.

La tragedia sarebbe avvenuta in un arco temporale compreso tra le 12 e le 24 ore precedenti al rinvenimento del cadavere, avvenuto nel primo pomeriggio di domenica 8 marzo. A dare l’allarme è stata un’amica della vittima, preoccupata perché Mariuccia non rispondeva al telefono dal sabato pomeriggio.

La donna doveva essere accompagnata in una Rsa a far visita al marito, ma il suo silenzio ha spinto la sorella e il figlio maggiore a recarsi nell’appartamento di via San Felice. Ad aprire la porta è stato Fabio Fibrini. L’uomo era in stato confusionale e con gli abiti sporchi di sangue. I parenti, terrorizzati, hanno richiuso immediatamente la porta chiamando il 112.

La donna è stata trovata senza vita sul suo letto, ancora in pigiama. Lungo il corridoio dell’abitazione sono state rinvenute vistose tracce ematiche, segno di una colluttazione o di un trascinamento. Fabio Fibrini, che lavora in porto e viveva con la madre, è stato interrogato dal pm Luca Scorza Azzarà. L’uomo ha sostenuto una linea di totale amnesia: “Non ricordo nulla, dormivo”, ha dichiarato agli inquirenti.

Secondo quanto riferito dal fratello maggiore, il 40enne soffre di un disturbo bipolare (caratterizzato da un’alternanza tra stati depressivi e momenti di euforia) ed è seguito da un centro di salute mentale. L’uomo ha spiegato di assumere farmaci specifici che potrebbero aver influito sul suo stato di coscienza. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno confermato che l’auto dell’indagato era regolarmente parcheggiata e pulita: Fibrini non avrebbe fatto alcun tentativo di fuga o di occultamento delle prove dopo il delitto.

Tra martedì e mercoledì si terrà l’udienza di convalida, durante la quale la Procura potrebbe richiedere una consulenza psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere dell’indagato al momento dell’aggressione. L’autopsia, prevista per le prossime ore, chiarirà invece il numero esatto di fendenti e l’ora precisa del decesso.