Alberi in Cammino, il viaggio nel verde verso il gran finale

Quattro tappe e quattro stagioni arrivano al finale con due spettacoli nella natura, tra la Quercia del Bianello e il Ginkgo Biloba di Parma.

Il 19 e il 20 settembre 2026 gli ultimi due eventi della rassegna ideata da Gabriele Parrillo. Prima la Quercia dell’Oasi LIPU del Bianello, a Quattro Castella (Reggio Emilia), poi il Ginkgo Biloba del Bosco Spaggiari di Parma, con l’attore e danzatore Hal Yamanouchi ospite d’eccezione. Ingresso gratuito, su prenotazione.

Ci sono alberi che misurano il tempo in modo diverso dal nostro: non in ore, ma in stagioni che si ripetono, in anelli che si sommano, in radici che si allargano sotto la superficie senza che nessuno le veda. Per incontrarli davvero non basta guardarli: bisogna tornare, più volte, in momenti diversi dell’anno. È l’idea alla base di Alberi in Cammino, il progetto di teatro a cielo aperto ideato da Gabriele Parrillo, che nel 2026 attraversa l’Emilia con Verde Smeraldo: quattro tappe, quattro stagioni, quattro alberi da ascoltare prima ancora che da guardare. Il viaggio, partito il 17 maggio dal Cedro dei Boschi di Carrega a Sala Baganza (Parma) e proseguito il 14 giugno con il Faggio del Monte Barigazzo a Varsi (Parma), si chiude ora con due appuntamenti nel weekend del 19 e 20 settembre.

19 settembre – La Quercia dell’Oasi LIPU del Bianello

Subito alle spalle di Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, un bosco custodisce un segreto che si rivela solo a chi ha la pazienza di restare in silenzio: querce che si stringono a carpini e aceri, un sottobosco fitto di corniolo e nocciolo, radure minuscole dove la luce filtra appena. È l’Oasi Bianello, istituita nel 1981 e affidata alla Lipu dal 1993, che oggi ospita oltre 130 specie di uccelli: chi vi resta tutto l’anno e chi vi passa solo di corsa. Lungo il sentiero che sale verso il Castello di Bianello capita di imbattersi in capannelli indisciplinati di cince e codibugnoli, e a fine inverno, al calare della luce, di ascoltare il dialogo fra allocchi, civette e barbagianni: una conversazione che va avanti da prima che esistessimo noi. Nei cieli sopra il bosco vola anche lo sparviere, il predatore che qui regna incontrastato.

È in questa cornice che il 19 settembre, alle 16:30, Alberi in Cammino porta in scena la Quercia: non c’è albero più radicato nell’immaginario italiano, nella storia, nella lingua.

20 settembre – Il Ginkgo Biloba del Bosco Spaggiari

A San Prospero, appena fuori Parma, lungo la Via Emilia tracciata dai romani duemila anni fa per unire Rimini a Piacenza, un padre e un figlio hanno scelto una strada controcorrente: invece di cedere un campo al cemento, Giancarlo e Roberto Spaggiari ci hanno piantato un bosco. Frassini, ciliegi, farnie, noci, querce, cornioli, olmi: undicimila alberi autoctoni, messi a dimora uno dopo l’altro. Il Comune di Parma li ha premiati con una menzione speciale al Sant’Ilario, Legambiente ha consegnato loro il Cigno d’Oro, e ogni autunno il foliage trasforma il bosco in una tavolozza che va dal verde all’oro al rosso.

Qui, il 20 settembre alle 16:30, Alberi in Cammino chiude la rassegna con il Ginkgo Biloba: una specie rimasta pressoché invariata da duecento milioni di anni, tanto da essere definita un fossile vivente. Protagonista assoluto sarà un esemplare discendente da uno degli alberi sopravvissuti alla bomba di Hiroshima, un albero che ha attraversato la catastrofe e ha continuato a vivere. Ad accompagnarlo, con la partecipazione straordinaria, l’attore e danzatore Hal Yamanouchi.

Per Yamanouchi è anche un ritorno: era tra i protagonisti della primissima edizione di Alberi in Cammino, nell’estate del 2021. Nato a Tokyo nel 1946, laureato in lingua e letteratura inglese, Haruhiko Yamanouchi lascia tutto per il mimo e la danza contemporanea, passa da Londra e approda in Italia negli anni ’70: da allora il suo corpo è il suo mestiere, tra danza Butoh e teatro di movimento. Il cinema lo chiama per interpretare il Silver Samurai al fianco di Wolverine, per navigare tra le tigri di Life of Pi, per Push; la televisione italiana lo porta nelle case di tutti con Squadra Antimafia, Tutti pazzi per amore e Don Matteo, mentre la sua voce, prestata come doppiatore a numerosi personaggi asiatici, è più familiare di quanto si creda.

“Bisogna tornare più volte, in stagioni diverse, con pazienza e con tutto il corpo, dice Gabriele Parrillo. “Quel verde smeraldo può rinascere anche dopo una catastrofe, solo andando alla radice”.

Anche in questo capitolo, Alberi in Cammino resta un’opera corale: Gabriele Parrillo guida il percorso, Cora Steinsleger ne firma i movimenti, Daniela Savoldi compone ed esegue la musica dal vivo, l’agronomo Mauro Carboni introduce ogni specie dal punto di vista scientifico. Quattro sguardi sullo stesso soggetto – l’albero – che restituiscono qualcosa che nessuno sguardo, da solo, potrebbe cogliere. Non c’è palco, non c’è platea: chi partecipa è dentro l’opera.

Promossa dal Festival della Lentezza, l’iniziativa è sostenuta da Bontà dell’Appennino, Turbolenta, Mosqueta’s, Savet, Solimè, Bosco Spaggiari, EQUA, Fondazione Caterina Dallara, Bercella e Nuovo IMAIE, con la collaborazione del Comune di Quattro Castella, della Biblioteca Comunale di Quattro Castella e del Comune di Sala Baganza.