La donna ha raccontato agli inquirenti di come l’uomo, che in videochiamata ha finto di bere della candeggina, le abbia teso una trappola.
Brescia – Avrebbe simulato un tentativo di suicidio in videochiamata con il figlio minorenne per attirare l’ex moglie nell’appartamento di Capriolo che avevano condiviso in passato, per poi aggredirla con un paio di forbici. È questo il nuovo e inquietante dettaglio emerso sull’aggressione avvenuta il 4 gennaio, costata gravi ferite a Rita Manganelli, di 45 anni, già al centro di un precedente episodio di violenza.
A riferirlo agli inquirenti è stata la stessa donna, ascoltata il 7 gennaio, mentre è tuttora ricoverata all’Ospedale Civile di Brescia. Secondo il suo racconto, l’ex marito Pasquale Raccioppoli, guardia giurata di 51 anni, avrebbe inscenato il gesto estremo durante una videochiamata con il figlio più piccolo, che in quel momento si trovava in Campania da parenti, insieme ai fratelli maggiorenni.
«Gli ha mostrato che stava bevendo qualcosa, come della candeggina», ha riferito la donna, spiegando che l’uomo avrebbe giustificato il gesto dicendo di non accettare la fine della relazione. Spaventato, il ragazzo avrebbe immediatamente avvisato la madre, spingendola a tornare nell’abitazione per verificare le condizioni dell’ex marito.
Una volta arrivata sul posto, però, Manganelli si sarebbe resa conto che non vi era alcun reale pericolo. A quel punto, secondo la sua versione, l’uomo l’avrebbe trattenuta con la forza contro la sua volontà, circostanza che potrebbe far emergere anche l’ipotesi di tentato sequestro di persona, inizialmente non contestata.
La mattina successiva sarebbe scoppiata l’ennesima lite. «Voleva che ritirassi la denuncia e tornassi con lui», ha raccontato la donna. Durante la discussione, l’ex marito l’avrebbe colpita al collo con un paio di forbici. Ferita, la 45enne è riuscita a fuggire in strada, ancora in pigiama, venendo soccorsa a circa trecento metri dall’abitazione.
Solo pochi giorni prima dell’aggressione, il 21 dicembre, la donna aveva denunciato l’uomo per maltrattamenti e si era allontanata da casa. Già nel 2020, all’ex marito era stata sequestrata la pistola in seguito a segnalazioni per presunti comportamenti violenti, tra cui stalking e minacce.
Raccioppoli è attualmente detenuto in carcere ed è assistito dall’avvocato Stefano Ricci. Durante l’interrogatorio si è detto «molto dispiaciuto per quanto accaduto», avvalendosi però della facoltà di non rispondere.
Emergono inoltre nuovi dettagli sul suo recente passato: dopo la denuncia di dicembre era stato convocato in caserma per essere ascoltato e, secondo quanto riferito, avrebbe aggredito un carabiniere con un pugno, venendo arrestato per violenza a pubblico ufficiale. Successivamente era stato rimesso in libertà in attesa del processo. L’inchiesta prosegue ora per definire con precisione il quadro delle responsabilità e valutare eventuali ulteriori capi d’accusa.