Aeroporto di Catania nel caos: rincari sospetti sugli autonoleggio

A Fontanarossa prosegue lo stop ai voli per la cenere dell’Etna. Danni al turismo fino a 24 milioni di euro.

Catania – Il vulcano detta legge e mette in ginocchio la Sicilia. Anche oggi, per il quarto giorno in una sola settimana, l’aeroporto di Catania resta paralizzato: tutti i voli in arrivo e in partenza dallo scalo Vincenzo Bellini sono sospesi fino alle 8 del 14 agosto. A imporre lo stop è la nube di cenere sputata dall’Etna in piena eruzione, un tappeto grigio che rende l’aria troppo pericolosa per i motori degli aerei. E mentre migliaia di passeggeri restano a terra nel cuore dell’esodo di Ferragosto, sul dramma dei viaggiatori si allunga anche l’ombra della speculazione.

A comunicare la nuova chiusura è la Sac, la società che gestisce lo scalo: chiusi gli spazi aerei del settore B3, sospese tutte le operazioni di volo. “I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree”, si legge nella nota.

Le cifre raccontano un’emergenza senza precedenti: dall’8 all’11 agosto sono saltati circa 700 voli tra cancellazioni, mancati arrivi e partenze. Oltre 400 i collegamenti dirottati su altri scali: più di cento voli su Comiso, una cinquantina su Palermo, altri 22 su Trapani, alcuni persino sul calabrese di Lamezia Terme. A complicare tutto, per qualche ora è finito sotto scacco anche lo scalo di Comiso, bloccato per “contaminazione” da cenere prima di tornare operativo.

A quantificare il salasso economico è Assoesercenti: il danno per il turismo, in appena quattro giorni, potrebbe collocarsi tra i 12,8 e i 24 milioni di euro. Un colpo durissimo nel periodo dell’anno con più traffico aereo.

Ma è sui viaggiatori disperati che si accende la denuncia più pesante. Il Codacons ha annunciato un esposto all’Antitrust contro i rincari sospetti nel settore dell’autonoleggio a Fontanarossa. Chi oggi prova a noleggiare un’auto per raggiungere gli altri scali dell’isola si trova davanti a tariffe proibitive: per poche ore di noleggio, dalle 13 alle 17, riconsegnare la vettura a Palermo costa 141 euro, a Trapani 181, a Comiso addirittura 337 euro. Le stesse tratte prenotate per il 27 agosto scendono a 91, 107 e 87 euro. Tradotto: chi punta su Comiso paga fino al 287% in più. Un rincaro su cui, chiede l’associazione, dovrà fare luce l’Autorità.

Sullo sfondo, la polemica politica. Il ministro della protezione civile Nello Musumeci non usa giri di parole: “A essere fuori posto non è il vulcano, ma l’aeroporto”, ricordando la vecchia proposta di delocalizzare lo scalo avanzata già nel 1999. Il governatore Renato Schifani assicura che la Regione, pur senza competenze sul traffico aereo, “sta collaborando con le società con collegamenti straordinari e attivando la protezione civile”.

E il vulcano non dà tregua. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia segnala che l’attività esplosiva del cratere Voragine continua a intensità variabile, con la cenere che si disperde verso Sud. Sulla durata, gli esperti allargano le braccia: “È impossibile prevedere quando finirà”. Per la Sicilia che vola, l’attesa continua.