Il ponte naturale di roccia, meta di fotografi e turisti, non ha resistito all’ondata di maltempo che ha colpito la Puglia.
Lecce – Un risveglio amaro per il Salento e per l’intero panorama turistico italiano. Nella notte tra sabato 14 febbraio e domenica 15, il celebre Arco di Sant’Andrea, situato in zona Pepe nel comune di Melendugno, è crollato definitivamente. La falesia, nota in tutto il mondo come “l’Arco degli innamorati”, è stata abbattuta dalla furia delle mareggiate e del vento che negli ultimi giorni hanno flagellato la costa adriatica.
La struttura, uno sperone di roccia collegato al costone da un sottile ponte naturale, era da tempo monitorata per la sua fragilità. Le infiltrazioni d’acqua e l’erosione costante avevano reso l’area estremamente vulnerabile, fino all’epilogo di ieri sera, quando piogge torrenziali simili a grandinate e fortissime raffiche di vento hanno dato il colpo di grazia alla millenaria formazione calcarea.
Il crollo rappresenta una perdita inestimabile per l’identità del territorio. Le reazioni delle autorità locali non si sono fatte attendere. Il sindaco di Melendugno Maurizio Cisternino ha definito l’accaduto un “colpo al cuore durissimo”, sottolineando come sia sparito uno dei tratti costieri più iconici e fotografati d’Italia.
L’assessore al Turismo Francesco Stella ha condiviso la notizia sui social parlando di un risveglio drammatico. Pur riconoscendo l’inevitabilità dell’erosione naturale, ha ribadito il profondo dolore per la perdita di un simbolo della marina di Melendugno.
L’area tra Torre Sant’Andrea e Torre dell’Orso è da anni al centro del dibattito sulla salvaguardia delle coste pugliesi, costantemente minacciate dal dissesto idrogeologico e dai cambiamenti climatici che rendono sempre più violenti gli eventi atmosferici invernali. Con il crollo dell’Arco, il paesaggio del Salento cambia per sempre, privando visitatori e residenti di una delle “sculture” naturali più suggestive del Mediterraneo.