Protagonista assoluto della scuola ligure, ha firmato capolavori immortali come “Il cielo in una stanza” e “Sapore di sale”.
Genova – La musica italiana perde uno dei suoi padri nobili. Gino Paoli è morto all’età di 91 anni nella città che lo ha adottato e consacrato come pilastro della canzone d’autore insieme a Luigi Tenco, Fabrizio De André, Bruno Lauzi e Umberto Bindi. La notizia è stata confermata dalla famiglia con una nota che sottolinea come l’artista si sia spento in serenità, circondato dai suoi cari.
Nato a Monfalcone nel 1934, Paoli ha rivoluzionato il panorama discografico nazionale a partire dagli anni Sessanta. La sua scrittura, capace di fondere il verso letterario con la concretezza dell’esperienza fisica e sentimentale, ha regalato all’immaginario collettivo brani come Il cielo in una stanza, Sapore di sale e Senza fine, dedicata a Ornella Vanoni, con cui ebbe un sodalizio artistico e amoroso tra i più celebri della storia dello spettacolo.
La biografia di Paoli non è stata solo costellata di successi, ma anche di ombre e scelte controcorrente. Nel 1963, all’apice della fama, tentò il suicidio sparandosi un colpo al cuore. Fece scalpore anche la sua vita privata, segnata dalla relazione con l’allora minorenne Stefania Sandrelli, da cui nacque la figlia Amanda, mentre la moglie Anna Fabbri era in attesa del primogenito Giovanni (scomparso prematuramente nel 2025).
Dopo un periodo lontano dai riflettori, Paoli tornò alla ribalta negli anni Ottanta con Una lunga storia d’amore e il trionfale tour Insieme con Ornella Vanoni. Parallelamente alla musica, si impegnò attivamente in politica: nel 1987 fu eletto deputato nelle file del Partito Comunista Italiano, iscrivendosi al Gruppo Indipendente di Sinistra, portando nelle istituzioni la sua voce libera e spesso critica.
Negli ultimi anni, nonostante avesse diradato le apparizioni per motivi di salute, aveva continuato a collaborare con jazzisti di fama internazionale come Danilo Rea, chiudendo idealmente il suo percorso discografico nel 2019 con l’album Appunti di un lungo viaggio. Con la sua scomparsa, l’Italia saluta non solo un cantante, ma un intellettuale irregolare che ha trasformato la melodia in una forma d’arte esistenziale.