Addio a Cirino Pomicino, volto chiave della Prima Repubblica

Scompare a 86 anni l’ex ministro democristiano legato ad Andreotti, protagonista di una stagione politica cruciale tra governo e inchieste.

Roma – Si chiude un capitolo significativo della politica italiana della Prima Repubblica: è morto all’età di 86 anni Paolo Cirino Pomicino, protagonista di primo piano della stagione democristiana e più volte ministro nei governi guidati da Giulio Andreotti.

Pomicino si è spento nel pomeriggio in una clinica romana, dove era ricoverato da alcuni giorni. Nato a Napoli il 3 settembre 1939 e laureato in medicina, è stato una figura centrale della Democrazia Cristiana, in particolare nell’area politica vicina ad Andreotti. Il suo ingresso nelle istituzioni risale al 1970, quando venne eletto consigliere comunale a Napoli.

La carriera parlamentare iniziò nel 1976 con l’elezione alla Camera dei deputati, incarico che mantenne per più legislature fino al 1992. Durante quegli anni ricoprì ruoli di grande rilievo: fu presidente della Commissione Bilancio e successivamente ministro della Funzione Pubblica nel governo De Mita tra il 1988 e il 1989. In seguito guidò il dicastero del Bilancio nei governi Andreotti VI e VII, consolidando il suo peso politico nei delicati equilibri di governo dell’epoca.

Il suo nome emerse anche nell’inchiesta Mani Pulite nel 1993, passaggio che segnò profondamente la traiettoria di molti esponenti della Prima Repubblica. Nonostante ciò, Pomicino tornò sulla scena politica anni dopo: nel 2004 venne eletto al Parlamento europeo con l’Udeur guidato da Clemente Mastella. Due anni più tardi lasciò Bruxelles dopo essere stato eletto nuovamente alla Camera con una lista che riuniva la DC e il Nuovo PSI. Nel 2008 non fu ricandidato.

Con la sua scomparsa si spegne uno degli ultimi interpreti di una stagione politica che ha segnato profondamente la storia istituzionale del Paese, tra luci, ombre e trasformazioni che ancora oggi influenzano il presente.