Lupi avvelenati, il WWF scrive alle istituzioni

Almeno 21 gli esemplari che sarebbero stati uccisi finora nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

L’Aquila – Il WWF Italia ha inviato una lettera alla Prefettura dell’Aquila, alla Procura della Repubblica e agli enti istituzionali e tecnici competenti per denunciare una situazione di straordinaria gravità legata ai ripetuti avvelenamenti dolosi di fauna selvatica, che hanno provocato ad oggi numerosi morti tra lupi, volpi e uccelli rapaci in Abruzzo.

Il WWF chiede l’attivazione urgente di un coordinamento prefettizio, il rafforzamento delle indagini sul territorio e una risposta penale efficace contro i responsabili degli avvelenamenti di fauna selvatica nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. L’organizzazione sollecita, inoltre, il pieno coinvolgimento degli organismi tecnico-scientifici nazionali competenti e il riconoscimento dell’avvelenamento come una minaccia alla sicurezza pubblica, sanitaria e ambientale, non solo faunistica, in coerenza con l’approccio One Health.   

Secondo le ultime notizie, almeno 21 lupi sarebbero stati uccisi mediante l’uso di veleni, in un quadro che non può essere ricondotto a episodi sporadici. L’impiego reiterato e deliberato di sostanze tossiche in ambiente aperto colpisce numerose specie, dai mammiferi agli uccelli, come i grifoni, comportando enormi rischi anche per la sopravvivenza dell’orso bruno marsicano, simbolo di quelle terre e presente  con una popolazione ridotta a poche decine di individui, con ricadute dirette su ecosistemi di altissimo valore naturalistico, in parte ricadenti in una delle più importanti aree protette d’Italia. 

“Non siamo di fronte a una somma di reati minori – afferma Luciano Di Tizio, Presidente del WWF Italia – ma a una vera emergenza ambientale, sanitaria e di sicurezza pubblica che richiede da parte delle Istituzioni e degli enti competenti una risposta forte, coordinata e all’altezza della gravità dei fatti”.