Un pensionato ha ricevuto la chiamata, rivelatasi un macabro scherzo, durante i giorni di sparizione del suo felino. L’animale è stato ritrovato sano e salvo; scatterà la segnalazione ai carabinieri.
Padova – Una settimana di ansia per la scomparsa del proprio animale domestico trasformata, nel giro di pochi minuti, in un vero e proprio incubo a causa di un macabro e crudele scherzo telefonico. Vittima della vicenda è un pensionato di 65 anni residente a Cittadella, che da giorni era alla ricerca del suo amato gatto Rocky, un esemplare di tre anni.
Mentre l’uomo setacciava il quartiere, una telefonata notturna da un numero privato lo ha raggelato: dall’altro capo del filo, uno sconosciuto affermava di aver catturato il felino e di averlo appeso per il collo in cantina. Fortunatamente l’animale è stato ritrovato giovedì scorso in discrete condizioni, ma la vicenda approderà ora sul tavolo delle forze dell’ordine.
La vicenda ha inizio con l’allontanamento da casa del gatto Rocky, che per giorni non ha fatto rientro nell’abitazione del proprietario. Preoccupato per le sorti dell’amico a quattro zampe, il 65enne ha deciso di diffondere la notizia della sparizione pubblicando diversi annunci di smarrimento, concentrando le proprie ricerche personali soprattutto nelle ore serali e notturne all’interno del proprio quartiere.
Mercoledì, intorno alle ore 23:15, sul cellulare del pensionato è giunta una chiamata da un’utenza con numero privato. Pensando a una segnalazione utile, l’uomo ha risposto. All’apparecchio si è palesata la voce di un uomo, dall’età apparente stimata tra i 20 e i 25 anni, il quale, dopo essersi accertato dell’identità del proprietario, ha pronunciato frasi agghiaccianti: “È qui a casa mia. Lo abbiamo trovato vicino all’ospedale, ma sta soffrendo perché lo abbiamo appeso per il collo in cantina”. Ad accrescere la veridicità e il sadismo della messinscena, in sottofondo si sentiva una seconda voce intenta a riprodurre finti miagolii.
Dopo un iniziale momento di forte rabbia, il 65enne ha cercato di mantenere il controllo. Ha intimato ai suoi interlocutori di desistere affermando di essere un ex poliziotto e di avere la possibilità di far intercettare la linea telefonica. Di fronte alla minaccia di accertamenti, gli autori dello scherzo hanno interrotto bruscamente la comunicazione.
L’angoscia per le sorti di Rocky si è fortunatamente dissolta il giorno successivo, giovedì, quando il padrone è riuscito a rintracciare autonomamente il gatto. L’animale, contrariamente alle sadiche descrizioni ricevute via telefono, si presentava in buone condizioni di salute e del tutto estraneo a qualsiasi forma di violenza o maltrattamento.
La conclusione positiva della vicenda non ha cancellato la gravità del gesto. “Nel mio cuore li ho già perdonati, ma non nella mia mente”, ha commentato l’uomo a Il Messaggero, sottolineando il profondo dolore psicologico che tali condotte possono infliggere a persone che, come nel suo caso, vivono da sole e considerano il proprio animale un affetto primario. “Mi chiedo come ci siano persone che trovano tempo per fare queste cose. Chi non ama gli animali non ama neanche le persone“.
Anche la figlia del pensionato ha stigmatizzato duramente l’accaduto, evidenziando la netta differenza tra le classiche goliardie infantili e un’azione di così pessimo gusto. Il 65enne ha confermato l’intenzione di recarsi presso la locale stazione dei carabinieri per esporre formalmente i fatti e verificare la fattibilità tecnica di risalire, tramite i tabulati telefonici della compagnia telefonica, all’identità dei responsabili affinché comprendano la gravità del gesto che hanno compiuto.