A Canicattì quartieri a secco da venti giorni

Famiglie disperate per la cronica mancanza d’acqua in città. Anziani e malati senza assistenza igienica, scuole costrette a chiudere. Rete colabrodo e turnazioni irregolari costringono i residenti alle autobotti private.

Canicattì (Agrigento) – Venti giorni senza una goccia dai rubinetti. A Canicattì l’emergenza idrica è diventata un’ordinaria disperazione che colpisce interi quartieri della città agrigentina. Mentre il resto della Sicilia affronta problemi di siccità stagionale, qui il dramma è strutturale e si trascina da settimane senza che nessuna soluzione appaia all’orizzonte.

Le famiglie raccontano situazioni al limite della sopravvivenza civile. Impossibile fare una doccia normale, complicato cucinare, drammatico assistere anziani e malati che necessitano di cure igieniche costanti. “Non chiediamo privilegi o aiuti economici, vogliamo solo l’acqua che è un diritto fondamentale”, spiegano i residenti esasperati dalla situazione. Una rivendicazione elementare che suona quasi surreale.

La rete idrica comunale è il cuore del problema. Tubature vecchie di decenni, mai adeguatamente rinnovate, perdono quantità enormi d’acqua lungo tutto il percorso. Quello che parte dai serbatoi non arriva nelle case, disperdendosi nel sottosuolo attraverso falle e rotture mai riparate definitivamente. Le turnazioni programmate sulla carta risultano nella pratica irregolari e imprevedibili, rendendo impossibile organizzare la vita quotidiana.

Di fronte a questa situazione molte famiglie si sono organizzate ricorrendo alle autobotti private. Un mercato parallelo che garantisce rifornimenti d’emergenza ma a costi elevati che gravano pesantemente sui bilanci domestici. Chi può permetterselo compra l’acqua a cisterna, chi non ha risorse economiche sufficienti si arrangia come può, spesso facendo affidamento su parenti o vicini più fortunati.

Emergono anche casi paradossali di burocrazia che amplifica il disagio. Alcune famiglie hanno presentato mesi fa richieste di allaccio alla rete idrica ma i lavori non sono mai stati completati. Altre hanno visto rescindere unilateralmente i contratti di fornitura proprio a causa dell’assenza cronica di erogazione, trovandosi quindi formalmente senza servizio per colpa del fatto che il servizio stesso non funziona.

Questa mattina una scuola è rimasta chiusa per mancanza d’acqua. Un episodio che certifica come l’emergenza non colpisca solo le abitazioni private ma anche i servizi pubblici essenziali. Senza acqua corrente non si possono garantire le condizioni igieniche minime per ospitare gli alunni, costringendo l’istituto a tenere le porte chiuse.

Dal canto suo Aica, la società che gestisce il servizio idrico integrato, ha fornito una sua chiave di lettura del problema. La presidente del consiglio di amministrazione Danila Nobile ha puntato il dito sulla diffusione di allacci non regolari e di utenze che pur non essendo collegate ufficialmente alla rete idrica usufruiscono comunque di fognatura e depurazione. Secondo questa ricostruzione, una parte significativa delle criticità deriverebbe da comportamenti non conformi alle norme da parte degli stessi cittadini.

Recentemente le forze dell’ordine hanno effettuato controlli su un’autobotte risultata irregolare, determinando lo stop temporaneo dei rifornimenti privati che ha ulteriormente aggravato la situazione nei giorni scorsi. Nobile sostiene che dopo questi accertamenti “il servizio è ripreso e molti cittadini stanno regolarizzando la propria posizione”, lasciando intendere che una volta normalizzate le posizioni irregolari, anche l’erogazione dovrebbe migliorare.

Una tesi che però non convince i residenti, che da settimane soffrono la sete. Regolare o irregolare che sia l’allaccio, il problema di fondo resta una rete idrica inadeguata che disperde più acqua di quanta ne distribuisca e una gestione che non riesce a garantire continuità nel servizio. Mentre si discute di responsabilità e irregolarità, migliaia di persone continuano a vivere senza un diritto umano fondamentale riconosciuto dalle convenzioni internazionali.