Siamo sotto scacco degli hacker: ora nel mirino ospedali e acqua

Escalation della guerra ibrida in Europa: dopo supermercati e sacche di sangue, si temono attacchi alle infrastrutture vitali.

Roma – Prima i congelatori dei supermercati, manomessi a distanza fino a far marcire la merce. Poi le celle frigorifere che custodiscono il sangue dei donatori. Ora la paura è che il prossimo bersaglio sia ancora più delicato: un ospedale, dove un computer è collegato a un respiratore o a una macchina per la dialisi, oppure la rete che porta l’acqua nelle case. In Italia l’allerta è massima: servizi segreti, Digos, Polizia postale, Polaria e Agenzia per la cybersicurezza nazionale sono al lavoro per dare un volto a chi sta colpendo mezza Europa.

A tracciare il quadro è QN, che parla di una vera escalation della guerra ibrida. Tutto è iniziato in Francia, a metà ottobre, quando gli hacker hanno preso il controllo dei sistemi di refrigerazione di centinaia di supermercati. Poi l’ondata si è allargata a Belgio, Svezia, Olanda, Irlanda, Lussemburgo, Estonia e anche all’Italia, con casi in Sicilia, Toscana ed Emilia-Romagna. Tra le vittime c’è anche la Siaf di Bagno a Ripoli, che prepara ogni giorno migliaia di pasti per mense scolastiche e ospedali: l’anomalia è stata scoperta in tempo e il cibo è salvo.

L’episodio che ha fatto più paura arriva ancora da Oltralpe. In tre sedi del servizio trasfusionale francese gli hacker hanno manomesso gli impianti che conservano sacche di plasma e sangue, impostando le temperature da -30 a 110 gradi. Gli allarmi sono scattati subito e nessuna sacca è andata perduta. Ma l’eco è arrivata fino a Roma: il Centro nazionale sangue ha chiesto a tutte le strutture trasfusionali italiane di tenere alta la guardia e controllare le temperature.

Da qui il nuovo richiamo dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che invita ad aggiornare “con massima urgenza” la sicurezza dei sistemi che controllano impianti industriali, climatizzazione, reti idriche, produzione di energia e videosorveglianza. I numeri, riportati da QN, fanno impressione: nei primi nove mesi del 2026 l’Agenzia ha individuato circa 45mila sistemi a rischio, oltre 3.200 dei quali potenzialmente già compromessi.

E non c’è solo la rete. Tra il 3 e il 6 novembre Eurocontrol ha contato 35 allarmi bomba su voli europei, quasi tutti falsi, ma ognuno con controlli e bonifiche. Gli attacchi ai frigoriferi sono stati rivendicati da due gruppi di hacker filorussi, che hanno avvertito: “La nostra portata si estende a sistemi idrici, centrali elettriche, impianti industriali”. Una minaccia invisibile, che non fa rumore. Ma che, se dovesse arrivare in corsia, potrebbe costare molto più di un carrello di surgelati.