Le azioni sono state rivendicate su Telegram da due gruppi di hacker filorussi, che ora minacciano anche sistemi idrici e centrali elettriche.
Treviso – All’apertura del supermercato i dipendenti si sono trovati davanti a una scena surreale: il frigorifero che deve tenere al fresco gli alimenti segnava 80 gradi. Non un guasto, ma un attacco informatico. È successo allo Spazio Conad di Ponzano Veneto, uno degli ultimi bersagli dell’ondata di incursioni hacker che da giorni prende di mira la catena del freddo in Italia e in Europa. E la lista continua ad allungarsi: dopo il Veneto, il Friuli, la Liguria e la Sicilia, ora tocca anche al Molise.
Nella stessa notte i pirati informatici hanno colpito anche un secondo Conad, a Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia. Qui, però, è scattato in tempo un allarme che ha segnalato l’anomalia. Poi è stata la volta di Isernia: al supermercato Dok di viale dei Pentri il responsabile si è accorto che la temperatura del freezer era salita di decine di gradi. Ha subito staccato la corrente e chiamato la polizia postale. Il primo conto dei danni è di circa 6mila euro.
Più subdolo l’attacco subito da due aziende di distribuzione alimentare di Finale Ligure, nel Savonese. Entrando nelle celle frigorifere, i dipendenti hanno sentito un caldo anomalo, ma le centraline continuavano a segnalare che era tutto regolare. Gli hacker avevano bloccato gli allarmi e i comandi e allungato i cicli di sbrinamento da 20 a 256 minuti. Per fermarli è stato necessario scollegare tutto, corrente e Internet compresi. Sul caso ha aperto un fascicolo contro ignoti la Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova.
Gli attacchi sono stati rivendicati su Telegram da due gruppi di hacker filorussi, che ora minacciano anche sistemi idrici e centrali elettriche. E in Francia sono state colpite perfino le celle dell’Istituto del sangue, dove le sacche dei donatori sono passate da meno 30 a 110 gradi. Secondo l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, il punto debole sono i software dei frigoriferi: “Non aggiornati o non più aggiornabili perché fuori mercato”. Il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, invita però alla prudenza sui responsabili: “Il tema dell’attribuzione degli attacchi è sempre molto complicato”. Intanto, nei supermercati, si torna al controllo più antico di tutti: il termometro, verificato a mano ogni mezz’ora.



