Approvato il nuovo decreto contro il caro-gasolio: la carota arriva insieme al bastone

Mentre in Calabria e Sicilia le principali sigle hanno sospeso la protesta, in Campania c’è chi giura di non mollare.

Napoli – Scaffali vuoti, pompe di benzina a secco, cumuli di rifiuti che nessuno sa più dove portare. È l’istantanea di una città sotto assedio, quella che si è svegliata giovedì 22 ottobre con i camionisti ancora in strada contro il caro-carburante. Mentre a Roma il Consiglio dei ministri approvava in tutta fretta un nuovo decreto per autotrasportatori, agricoltori e pescatori, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi lanciava un allarme che suona come un conto alla rovescia: “Abbiamo un’autonomia di uno, due giorni, poi andiamo in grandi difficoltà”.

Il cuore della crisi è tutto lì, nella raccolta dei rifiuti. “Al momento abbiamo tutte le piattaforme piene e abbiamo difficoltà nel trasferimento dell’umido”, ha spiegato il primo cittadino. Asìa ha già sospeso il ritiro degli ingombranti, mentre le scuole avvisano le famiglie che il menù delle mense potrebbe cambiare per mancanza di alcuni prodotti. E nei pochi supermercati riforniti in mattinata, sul Lungomare e a Monte Oliveto, si è scatenato un vero e proprio assalto, con file e ressa tra corridoi e casse.

La disperazione ha preso anche strade meno lecite. A Fuorigrotta e nel centro storico c’è chi sigilla con il nastro adesivo il serbatoio dell’auto per paura dei furti di carburante, ormai sempre più frequenti. All’aeroporto di Capodichino, invece, il cherosene scarseggia al punto che un volo diretto ad Amsterdam è stato costretto a fare scalo a Roma per riempire i serbatoi.

I blocchi, intanto, cambiano forma pur di sopravvivere. Alla raffineria di Napoli est i Tir non stanno più fermi incolonnati: girano in tondo a passo d’uomo, una “marcia lenta” per evitare le denunce. Presìdi anche alla rotonda di Arzano, sull’Asse Mediano e sulla Domitiana, mentre si sono liberati i nodi di Casoria e Teverola-Carinaro. Secondo il Viminale, finora i camionisti identificati sono 1.339, i denunciati 71.

Sul tavolo del governo c’è un pacchetto di misure arrivato dopo giorni di tensione. Il viceministro Edoardo Rixi ha annunciato che il plafond dei crediti d’imposta per il gasolio sale da 430 a 480 milioni per il periodo marzo-agosto, più altri 60 milioni per settembre e i primi giorni di ottobre: le prime 2mila imprese li troveranno già la prossima settimana. Previsti anche lo stop alle rate del leasing sui camion fino al 31 marzo 2027, l’adeguamento al costo del gasolio dei contratti “non scritti”, 60 milioni per gli agricoltori e 10 per i pescatori.

Ma la carota arriva insieme al bastone. “In alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade. Minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi. Questa non è protesta, è intimidazione”, ha tuonato Giorgia Meloni, annunciando che userà anche le norme del decreto Sicurezza che hanno reso reato il blocco stradale. Rixi non esclude la precettazione: “Se questo non basta dovremo procedere”.

Mentre in Calabria e Sicilia le principali sigle hanno sospeso la protesta, in Campania c’è chi giura di non mollare: “La protesta moralmente continua fin quando le nostre richieste non saranno soddisfatte”. La partita si gioca ora sul filo delle ore. E per Napoli, che conta i giorni con il fiato sospeso, il tempo sta per scadere.