Biancoforno, scatta lo sciopero: “Così non si può lavorare”

La Flai Cgil denuncia turni comunicati all’ultimo momento e il licenziamento di un operaio: annunciata una mobilitazione nazionale.

Roma – Oggi, davanti ai cancelli della Biancoforno a Fornacette (Pisa), la Flai Cgil è in sciopero e in presidio per denunciare una condotta aziendale inaccettabile, che colpisce la dignità del lavoro, comprime i diritti sindacali e scarica sulle lavoratrici e sui lavoratori un’organizzazione dei turni priva di trasparenza e programmazione.

In un’azienda fondata sulla professionalità delle maestranze, non è tollerabile che l’orario di lavoro venga comunicato anche la sera prima con un messaggio WhatsApp, senza certezze sull’uscita e senza rispetto per la vita delle persone.

La situazione denunciata dalla Flai Cgil non nasce oggi: negli ultimi mesi il sindacato ha dovuto ricorrere agli scioperi, alle vertenze e perfino alle vie legali per ottenere il riconoscimento di diritti fondamentali, a partire dal diritto di assemblea in fabbrica.

“Il licenziamento di un operaio che lavorava da trent’anni alla Biancoforno è un atto ritorsivo che trasforma questa vertenza in una battaglia nazionale per la democrazia nei luoghi di lavoro” ha dichiarato Giovanni Mininni, Segretario generale della Flai durante il presidio di questa mattina fuori i cancelli della fabbrica. Il segretario senza mezzi termini ha aggiunto: “Non metterò piede dentro la Biancoforno finché il lavoratore non sarà reintegrato e finché il dottor Lami non stabilirà corrette relazioni sindacali”.

“Lo sciopero e il presidio di oggi sono solo il primo segnale di una mobilitazione che non si fermerà. Questa vicenda non riguarda soltanto Pisa o la Toscana: riguarda il diritto di ogni lavoratrice e di ogni lavoratore a non subire ricatti, a conoscere i propri turni, a organizzare la propria vita, a partecipare all’attività sindacale senza timore di ritorsioni” così Mininni senza mezzi termini.

La Flai Cgil chiede il ritiro immediato del licenziamento, il pieno rispetto dei diritti sindacali, la definizione di turni certi e condizioni di lavoro dignitose. La mobilitazione proseguirà con tutti gli strumenti sindacali necessari, a partire dall’estensione della vertenza a livello nazionale e dall’attivazione di iniziative di solidarietà e informazione verso lavoratrici, lavoratori, consumatrici e consumatori.