Babysitter, il passaparola diventa digitale: i quartieri più attivi

Città Studi, Lambrate e Porta Venezia guidano la classifica. La piattaforma punta su recensioni, prossimità e condivisione delle esperienze.

Milano – Il passaparola delle mamme per trovare le babysitter diventa digitale. Su Bsit, l’app che mette in contatto famiglie e babysitter e permette di condividere recensioni ed esperienze, la rete è particolarmente presente in numerosi quartieri del capoluogo lombardo.

In testa vi è il Municipio 3, che comprende Città Studi, Lambrate e Porta Venezia, con il 16,7% delle babysitter attive sulla piattaforma, seguito dal Municipio 1, il Centro storico, con il 13,7%, e dal Municipio 9, che comprende Garibaldi, Isola, Bovisa e Niguarda, con il 12,3%.

Sulla piattaforma collaborativa, un genitore può raccomandare una babysitter alla comunità dei genitori, lasciando una valutazione e condividendo la propria esperienza. Le recensioni possono riguardare aspetti concreti dell’esperienza, come la puntualità, il senso di responsabilità, la gentilezza e l’educazione e la capacità di interagire con il bambino. In questo modo, il contributo di una famiglia può diventare un riferimento per un altro genitore, amico o meno. Si tratta quindi di una versione 4.0 del passaparola con cui da sempre le famiglie cercano qualcuno a cui affidare i propri figli, soprattutto in un momento di riorganizzazione come il ritorno a scuola.

Il fenomeno ha anche una precisa dimensione territoriale. Dopo il Municipio 3, il Centro storico e il Municipio 9, seguono infatti il Municipio 8, con Fiera, Gallaratese e Quarto Oggiaro (11,7%), il Municipio 4, con Porta Vittoria, Forlanini e Corvetto (11,0%), e il Municipio 7, con Baggio, De Angeli e San Siro (10,7%). In fondo alla classifica per il momento, in attesa di tante nuove babysitter, il Municipio 2, con Stazione Centrale, Gorla, Turro e Greco (6,5%), preceduto dal Municipio 5, con Vigentino, Chiaravalle e Gratosoglio (7,6%), e dal Municipio 6, con Barona, Lorenteggio e Giambellino (9,8%).

La tecnologia rafforza il passaparola

Con Bsit, l’app nata a Bruxelles 10 anni fa dall’idea di due giovani mamme, diventata un successo in Belgio, Francia e Lussemburgo, il consiglio tra genitori viene accompagnato da strumenti che permettono di conoscere meglio le babysitter prima della scelta. Alle raccomandazioni della community si affiancano valutazioni, profili dettagliati e la possibilità di cercare una babysitter in base a zona, disponibilità, lingue e competenze. L’algoritmo della piattaforma mette in relazione queste informazioni per aiutare a individuare i profili più pertinenti rispetto alle esigenze della famiglia.

La prossimità come elemento di fiducia

La distribuzione delle babysitter attive nei diversi Municipi milanesi evidenzia anche il peso della dimensione locale. La possibilità di trovare una babysitter nella propria zona facilita la gestione degli impegni quotidiani, dagli accompagnamenti a scuola alle attività pomeridiane e contribuisce a tessere legami di fiducia nel quartiere, rafforzando il senso di comunità. La posizione diventa così uno degli elementi attraverso cui orientare la ricerca, insieme alle caratteristiche della babysitter e alle esigenze specifiche della famiglia. 

Una rete che cambia insieme alle famiglie

Il fenomeno si inserisce in una Milano sempre più internazionale, in cui anche le reti familiari e sociali stanno cambiando. Secondo i dati del Comune di Milano, nel 2025 erano 780.935 le famiglie residenti, inoltre un quinto dei residenti ha la cittadinanza non italiana e, ogni anno circa 50.000 nuovi cittadini stranieri si trasferiscono in città. In una realtà urbana caratterizzata da mobilità e da percorsi familiari sempre più diversificati, il supporto alla gestione quotidiana dei figli non passa necessariamente soltanto dalla rete familiare tradizionale; soprattutto per le famiglie più recentemente arrivate in città, ancora prive di una rete di riferimento sul territorio; le community digitali possono quindi diventare un ulteriore canale per entrare in contatto con persone disponibili a offrire questo tipo di supporto, preferibilmente nel proprio quartiere.

Una community anche per le babysitter

Il cambiamento interessa però anche le babysitter (il 60% di quelle presenti sulla piattaforma sono studentesse fino a 25 anni). Per loro e per le giovani professioniste, in una città dal costo della vita elevato come Milano, il babysitting può rappresentare un’attività extra e compatibile con altri impegni, grazie alla possibilità di organizzare le proprie disponibilità in modo flessibile. Su Bsit, genitori e babysitter concordano liberamente la tariffa in base all’esperienza e alla tipologia di servizio. Per semplificare ulteriormente la vita dei genitori, il pagamento avviene in un clic, direttamente dall’app.

“Il bisogno delle famiglie non è cambiato: quando si tratta dei propri figli, tutti cercano qualcuno di cui potersi fidare. Quello che è cambiato è il modo in cui questa fiducia può nascere. Un tempo il primo passo era spesso il consiglio di un’amica, di un vicino o di una persona conosciuta. Oggi può partire anche da una community digitale, dalle esperienze condivise da altre famiglie e dalle recensioni. La tecnologia, in questo senso, non sostituisce il rapporto umano: può aiutare a creare le condizioni perché quel rapporto nasca. Per noi, portare Bsit a Milano significa rendere più semplice trovare una persona di fiducia vicino a casa e, allo stesso tempo, contribuire a creare nuove relazioni di prossimità”, dichiara Maxime Cogels, CEO di Bsit.

Il servizio è gratuito per le babysitter, mentre per i genitori sono disponibili diverse modalità di utilizzo, tra cui formule in abbonamento o il pagamento legato alla singola prenotazione.