Quando la convivente 54enne si è rifiutata di consegnargli la banconota, sono arrivati i pugni e le minacce.
Reggio Emilia – Cinque euro. Tanto è bastato per scatenare la furia di un uomo contro la convivente. È accaduto a Collagna di Ventasso, minuscolo borgo dell’Appennino Reggiano, dove un 48enne ha preteso una banconota dalla compagna per concedersi la colazione del mattino seguente. E quando lei, già a letto, ha osato dire no, quella richiesta assurda si è trasformata in un incubo fatto di minacce di morte e percosse.
L’orologio segnava da poco la mezzanotte del 18 settembre quando, secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo ha svegliato la convivente per esigere il denaro. Al suo rifiuto è esplosa la violenza: insulti, minacce di morte e pugni alla testa e all’avambraccio, fino a spingerla con forza contro il muro. Nella camera da letto è rimasto il segno della colluttazione, con perfino un’anta dell’armadio scardinata. Terrorizzata, la donna ha ceduto e gli ha consegnato la banconota.
Erano circa le 1.20 quando la centrale operativa di Castelnovo ne’ Monti ha ricevuto la segnalazione di una violenta lite domestica. I militari delle stazioni di Collagna e Ramiseto hanno trovato la vittima, una 54enne, in forte stato di agitazione, con arrossamenti e gonfiori evidenti al braccio. Soccorsa dal 118, è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Castelnovo ne’ Monti, da cui è stata dimessa con alcuni giorni di prognosi.
Ma il racconto della donna ha aperto uno squarcio su un dramma ben più lungo. Quella dei cinque euro era soltanto l’ultima di una serie di angherie: dietro le pareti di casa si nascondeva un clima di maltrattamenti e violenze psicologiche che andava avanti da mesi, fatto di scoppi d’ira improvvisi e minacce quotidiane.
Per il 48enne, domiciliato a Ventasso, sono scattate le manette. Colto in quasi flagranza, dovrà rispondere delle pesanti accuse di estorsione, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Messo a disposizione della Procura di Reggio Emilia, ha ammesso ogni responsabilità. Per lei resta la speranza che quei cinque euro pretesi con la forza siano stati l’ultimo sopruso.