“Venite, sta picchiando mia sorella”: a 15 anni fa arrestare la mamma

La telefonata disperata al 112 di una ragazzina chiusa a chiave in camera. La donna, sotto effetto di droga, è finita in carcere per maltrattamenti.

Torino – Ci sono chiamate che spezzano il cuore e, insieme, salvano una vita. È quella arrivata al 112 da un appartamento di Mirafiori Sud, dove una ragazzina di appena 15 anni, in lacrime e chiusa a chiave nella sua cameretta, ha trovato il coraggio di comporre il numero di emergenza per strappare la sorella maggiore alla furia della madre. “Venite qui a casa, mia madre sta picchiando mia sorella”: poche parole sussurrate al telefono, che hanno cambiato il destino di quella famiglia.

Il dramma si è consumato sabato pomeriggio, in una casa dove da mesi si respirava paura. All’altro capo del filo, l’operatore del 112 ha tenuto la piccola al telefono, cercando di tranquillizzarla mentre faceva scattare l’intervento. Dopo appena cinque minuti una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei carabinieri è arrivata all’indirizzo, ma i militari hanno dovuto suonare a lungo prima di riuscire a entrare. Dentro l’alloggio hanno trovato la 15enne ancora barricata nella sua stanza, la sorella di 20 anni e la madre, una donna sulla cinquantina.

Non era la prima volta. Le due figlie hanno raccontato agli inquirenti di mesi di insulti, minacce, aggressioni verbali e percosse, un clima di violenza quotidiana andato avanti troppo a lungo. La sorella maggiore, studentessa, ha trovato la forza di sporgere denuncia contro la madre.

Secondo i primi accertamenti, al momento dell’arresto la donna sarebbe stata sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Incensurata, viveva con le due figlie svolgendo lavori saltuari. Portata in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, si è vista convalidare l’arresto lunedì pomeriggio; è assistita dall’avvocata Carmen Bonsignore.

Per le due sorelle è cominciata una nuova vita, lontano dalla paura: la minorenne è stata affidata alla maggiore e le ragazze sono state accolte in una struttura protetta. A salvarle è bastato il coraggio di una quindicenne che, chiusa in camera, ha avuto la lucidità di chiedere aiuto.