Il Tribunale di Sorveglianza ha detto no alla sospensione della pena per Mario Roggero. Ora tutto è appeso alla decisione del Quirinale.
Torino – Il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha sciolto la riserva e ha detto no: Mario Roggero, il gioielliere 72enne di Grinzane Cavour che il 28 aprile 2021 inseguì nel parcheggio e uccise a colpi di revolver due dei rapinatori appena usciti dalla sua attività, resterà dietro le sbarre. Le porte del carcere di Bollate, dunque, resteranno chiuse.
A pesare è una condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per duplice omicidio volontario, tentato omicidio e porto abusivo d’arma. La difesa, con l’avvocato Stefano Marcolini, aveva chiesto di sospendere temporaneamente la detenzione – il differimento facoltativo previsto dall’articolo 147 del codice penale – in attesa che il Quirinale si pronunci sulla domanda di grazia depositata dalla moglie, Mariangela Sandrone. Istanza respinta, dopo l’udienza del 9 settembre.
Nelle motivazioni, il collegio presieduto da Marco Viglino, con Eleonora Carsana relatrice, traccia un confine netto: sulla clemenza può decidere soltanto il Capo dello Stato. Anticipare quella scelta con una scarcerazione, scrivono i giudici, sarebbe una “quasi irrispettosa intrusione” nella prerogativa esclusiva del presidente della Repubblica, un passo giudicato “inammissibile sul piano giuridico e inopportuno su quello istituzionale”. Il differimento in attesa della grazia, aggiungono, è un’ipotesi residuale, pensata per le pene brevi, e nel caso di Roggero sarebbe comunque utilizzabile solo fino al 15 gennaio 2027.
La vicenda affonda in una mattina di sangue. Il 28 aprile 2021, nella gioielleria di Gallo di Grinzane, nel Cuneese, tre uomini – Giuseppe Mazzarino, Andrea Spinelli e Alessandro Modica – misero a segno una rapina violenta, coinvolgendo anche i familiari del commerciante. Recuperato il bottino, i tre corsero verso l’auto per la fuga. Roggero afferrò un revolver calibro 38, li rincorse ed esplose più colpi: Mazzarino e Spinelli morirono, Modica rimase ferito. Le immagini della videosorveglianza sono state decisive in tutti e tre i gradi di giudizio, che hanno escluso la legittima difesa: all’esterno del negozio, al momento degli spari, non c’era più un pericolo “attuale e imminente”.
Dai 17 anni della Corte d’Assise di Asti (dicembre 2023) si è scesi ai 14 anni e 9 mesi dell’Appello di Torino (dicembre 2025), con il riconoscimento delle attenuanti. Il 15 luglio 2026 la Cassazione ha reso definitiva la sentenza, con 480 mila euro di provvisionali a titolo di risarcimento. Da allora Roggero è recluso a Bollate.
“Vista la sua età, per mio marito è una sorta di ergastolo“, ha scritto la moglie chiedendo la grazia. Per ora resta l’attesa: il 16 settembre un’altra udienza, stavolta a Milano, tornerà a discutere la stessa richiesta. Ma la parola che conta davvero, quella sulla clemenza, resta sospesa sul Colle.