Gli abbandoni sono ancora troppo numerosi

L’incertezza della pena incentiva il fenomeno deviante. A quando cani e gatti che abbandoneranno i loro padroni sul raccordo dell’autostrada?

Gli animali abbandonati per le vacanze: da sempre un fenomeno deprecabile. Stando ai dati gli italiani sembrano così amanti degli animali d’affezione al punto che, considerando quelli più diffusi, cani e gatti, si arriva al ragguardevole numero di 19 milioni di esemplari presenti nelle mura domestiche del 33,9% di famiglie, di cui il 22,1% ha un cane e il 17,4% un gatto.

Ora ci si aspetterebbe che venissero considerati componenti della famiglia e non degli oggetti da buttare quando non servono più. In Italia si stimano dai 130.000 ai 135.000 animali domestici abbandonati ogni anno, con un picco notevole durante i mesi estivi e le partenze per le vacanze. Questo numero comprende circa 50.000 cani e oltre 80.000 gatti, con una media di circa 384 animali lasciati soli ogni giorno.

Sono numeri non di poco conto che confermano come molti adottano un animale più per tendenza che per amore verso di essi. Il governo, nel quadro della lotta al randagismo, ha stabilito l’obbligo del microchip su tutto il territorio nazionale, attraverso cui si può organizzare un’Anagrafe nazionale degli animali domestici, una maggiore efficacia dei dati inseriti e la rintracciabilità dei proprietari degli animali lasciati al loro destino o dispersi.

Un lavoro lodevole è effettuato dall’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), un’associazione non governativa riconosciuta in Italia dal Ministero dell’Ambiente e della Salute, che si batte per la difesa degli animali e dell’ambiente, con la campagna “Se adotti un animale è per tutta la vita”. Purtroppo in moltissimi sono andati in vacanza, ed altri si accingono a farlo, abbandonando i loro compagni pelosetti a 4 zampe.

Un atteggiamento incomprensibile, visto che si potrebbe andare in vacanza insieme e immotivato considerata la diffusione di strutture accoglienti e dotate di tutto l’indispensabile per il soggiorno di cani e gatti. Oppure avvalersi di pet sitter che provvedano ai bisogni dei nostri Bettino e Pippi. L’intento dell’OIPA è di esortare le persone alla consapevolezza quando si adotta un animale d’affezione.

Il periodo delle vacanze non è una variabile indipendente, prima o poi arriva e bisogna essere in grado di sapere che cosa fare in quel momento, prima che si accolga in casa un animale. Malgrado le varie associazioni, i canili, rifugi e gattili facciano di tutto e di più per supportare chi vuole adottare un cane o un gatto, il fenomeno dell’abbandono continua a persistere.

Quando va bene finiscono nei canili dove possono rimanere sino alla morte

Secondo i dati dell’Anagrafe degli animali d’affezione, che dipende dalla Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari del Ministero della Salute, in Italia ci sono 1.3478.682 cani dotati di microchip, 1.031.810 gatti e 2313 furetti. La differenza tra i cani e il resto della compagnia è dovuta al fatto che mentre per i primi esiste l’obbligo di essere registrati, per i secondi no.

Per i cani l’obbligo è stato stabilito per contrastare il randagismo. Il dispositivo si è rilevato efficace sia per l’accertamento degli animali presenti sul territorio, sia per individuare le famiglie degli animali dispersi. L’OIPA invita le istituzioni ad estendere l’obbligo anche agli altri animali d’affezione.

Nell’attesa che il Ministero dia una risposta, le Regioni potrebbero, con proprie leggi, stabilirne l’obbligo, per arginare il fenomeno dell’abbandono e della popolazione eccessiva di individui nei canili e gattili.  Come si fa a lasciare al loro destino animali senzienti? Solo una persona profondamente egoista, immatura e insensibile, volendo anche un po’ criminale, può attuare un’azione così vile e scellerata.

Chissà che in futuro non venga applicata la legge del contrappasso per contrasto, così vedremo un cane o un gatto abbandonare il proprio padrone. Una sorta di giustizia riparatrice.