La relazione del Racis dei carabinieri sull’ex autista di ambulanze accusato di sei omicidi: “Sceglieva le vittime tra anziani e malati”. A ottobre il processo.
Forlì – C’è una regia gelida e lucida dietro quelle sei morti, una mano che ha trasformato l’ambulanza – il mezzo che dovrebbe strappare le persone alla morte – nel teatro di un incubo. È l’immagine agghiacciante che emerge dalla relazione degli specialisti del Racis dei carabinieri di Roma, la sezione di psicologia investigativa a cui la Procura di Forlì ha affidato l’analisi della personalità di Luca Spada, l’ex autista soccorritore della Croce Rossa oggi in carcere con l’accusa di aver ucciso sei pazienti anziani con iniezioni d’aria.
Secondo gli esperti dell’Arma, il 28enne avrebbe agito spinto da una “spinta motivazionale interna, ossessiva e incontrollabile”, scegliendo le sue vittime – anziani e malati, i più fragili – con modalità compatibili con una logica predatoria e seriale. Un profilo da manuale del crimine: azioni “ben concatenate”, ideazioni “articolate”, scelte accurate delle prede e processi decisionali del tutto consapevoli.
I decessi si sono consumati tra il febbraio e il novembre del 2025, durante o subito dopo il trasferimento dei pazienti dalle case di cura agli ospedali del territorio. Gli specialisti parlano di uno “schema comportamentale che si ripete nel tempo”, di una “coazione a ripetere” che non lascia spazio al caso. Persino i ricoveri dello stesso Spada – in un caso si sarebbe provocato un’embolia – sarebbero stati, secondo il Racis, una macabra “fase preparatoria”, una prova generale per affinare il metodo.
A rendere ancora più inquietante il quadro, i contenuti che l’uomo condivideva nelle chat tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025: selfie con le bare sullo sfondo, foto di carri funebri, forni crematori e riesumazioni, accompagnati da commenti scherzosi. Spada, infatti, collaborava anche con un’agenzia di onoranze funebri di Meldola, pur senza un contratto formale.
Sul fronte giudiziario, la relazione è stata richiamata dal Pm Andrea Marchini e dal Gip, che in estate ha respinto la richiesta di scarcerazione. La difesa – gli avvocati Marco Martines e Gloria Parigi – aveva chiesto i domiciliari, sostenendo che il licenziamento dalla Croce Rossa, arrivato a maggio, avesse ormai azzerato ogni rischio. Ma per i magistrati il pericolo resta alto.
Spada, dal canto suo, si è sempre professato innocente: “Erano persone malate in modo grave, non sono morte tutte in ambulanza”. Il 15 ottobre comparirà davanti alla Corte d’assise di Forlì con il rito del giudizio immediato per l’omicidio di Deanna Mambelli, l’85enne deceduta il 25 novembre 2025. Per gli altri cinque casi le indagini proseguono.