Delitto di Pierina Paganelli, slittano le motivazioni sull’assoluzione di Dassilva

La Corte d’Assise di Rimini ha chiesto altri 90 giorni per mettere nero su bianco le ragioni del verdetto.

Rimini – A quasi due anni dalle 29 coltellate inflitte a Pierina Paganelli nel garage di via del Ciclamino, la giustizia non ha ancora un colpevole con un nome e un volto, e nemmeno una spiegazione messa nero su bianco. Louis Dassilva, l’unico imputato di questa storia, è stato assolto lo scorso 10 giugno e ha riabbracciato la libertà dopo 694 giorni di carcere. Ma le motivazioni di quella sentenza, attese proprio oggi, dovranno aspettare ancora tre mesi: la presidente della Corte ha chiesto una proroga di altri 90 giorni.

Il termine per depositare il documento scadeva oggi, 7 settembre. A firmare la richiesta di proroga è stata Fiorella Casadei, presidente della Corte d’Assise di Rimini e già a capo della sezione penale del Tribunale, la stessa magistrata che nella notte tra il 10 e l’11 giugno, dopo 16 ore di camera di consiglio, lesse il dispositivo intorno alle 3 del mattino. Quella sentenza dispose l’immediata scarcerazione del 36enne, fino a quel momento unico imputato per l’omicidio della pensionata.

Non è un dettaglio da poco. Sono proprio le motivazioni a dover spiegare perché i giudici abbiano ritenuto insufficienti gli indizi, le testimonianze e gli elementi raccolti in mesi di indagini. E saranno quelle stesse pagine a segnare l’inizio della fase successiva: la Procura di Rimini, con il sostituto procuratore Daniele Paci, ha già annunciato che impugnerà il verdetto. L’appello davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Bologna, però, potrà essere fissato soltanto dopo il deposito delle ragioni di primo grado.

Louis Dassilva
Louis Dassilva

Per l’accusa, a colpire Pierina sarebbe stato proprio Dassilva, vicino di casa della vittima e all’epoca legato da una relazione clandestina alla nuora Manuela Bianchi, la stessa che il mattino del 4 ottobre 2023 trovò il corpo della suocera senza vita. Pierina, 78 anni, era stata uccisa la sera prima al rientro da un’adunanza dei Testimoni di Geova. La difesa, affidata agli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, ha invece smontato pezzo per pezzo la ricostruzione, insistendo sull’assenza di una prova capace di superare l’oltre ogni ragionevole dubbio.

Oggi Dassilva, di origine senegalese, ha lasciato via del Ciclamino, si è trasferito in un’altra casa nei dintorni di Rimini e ha ripreso a lavorare, ribadendo di voler restare in Italia. Nella sua prima intervista in tv, a “Ore 14” su Rai 2, ha detto di essersi sentito “libero” e ha rivolto un’accusa pesante all’ex amante: Manuela potrebbe averlo chiamato in causa “per difendere altri o se stessa”. Parole di un uomo assolto. Ma il delitto di via del Ciclamino, per ora, resta un omicidio senza colpevole.