L’Osservatorio dell’Ingv fa scattare il codice rosso per l’aviazione: cenere in corso dai crateri, spinta dai venti verso sud. Fontanarossa con il fiato sospeso.
Catania – Un pennacchio scuro che si alza dai crateri sommitali, il vento che lo piega verso sud e un allarme che, per l’ennesima volta, fa alzare gli occhi al cielo. L’Etna torna a far paura all’alba di lunedì 7 settembre, quando l’Osservatorio Etneo dell’Ingv fa scattare il codice rosso per l’aviazione: la montagna che domina Catania ha ripreso a sputare cenere, e i tecnici restano incollati alle telecamere per capire dove finirà quella polvere vulcanica sospesa nell’aria.
L’avviso – un Vona, il Volcano Observatory Notice for Aviation – viene diramato alle 6.12 del mattino ora coordinata universale, le 8.12 in Italia, e porta il codice colore dall’arancione al rosso, il grado massimo della scala. Un segnale che, va detto subito per non alimentare allarmismi, riguarda i voli e non la popolazione: serve ad avvertire piloti e torri di controllo che sul vulcano è in corso un’attività potenzialmente pericolosa per il traffico aereo.
Nel bollettino dell’Osservatorio la formula è tecnica ma chiara: “emissione di cenere in corso” dai crateri sommitali, ma nessuna nube strutturata ad alta quota. In altre parole, il vulcano fuma e disperde materiale senza aver costruito quella colonna eruttiva chilometrica che in passato ha mandato in tilt gli scali siciliani. Le ceneri, immesse in atmosfera, vengono spinte dai venti in direzione sud.

A tenere d’occhio ogni singolo sbuffo è la fitta rete di telecamere visive e termiche dell’Ingv, affiancata dal personale che lavora sul campo. Un monitoraggio costante, minuto per minuto, per fotografare l’evoluzione di un gigante che negli ultimi mesi non ha mai davvero smesso di dare spettacolo: già ad agosto la Voragine aveva regalato episodi di intensa attività esplosiva.
L’attenzione ora è tutta puntata su un nome che ai catanesi fa venire i brividi: Fontanarossa. L’aeroporto internazionale, tra i più trafficati del Sud Italia, è lo scalo più esposto alle bizze del vulcano, capace in passato di paralizzare partenze e arrivi con la sola pioggia di cenere sulle piste. Al momento, però, nessuna ripercussione: la città non segnala disagi particolari e non risultano limitazioni generalizzate all’operatività dello scalo.
Si attendono adesso le valutazioni sull’impatto dell’emissione sullo spazio aereo. L’Osservatorio Etneo diffonderà un nuovo Vona non appena la situazione dovesse cambiare, in un senso o nell’altro. Perché con l’Etna, si sa, l’unica certezza è che l’ultima parola spetta sempre alla “montagna”.