Il sindacato Uil denuncia lo “scandalo” nel carcere di Genova Pontedecimo. Ma quel dolce non era per un compleanno: era il regalo di una pasticceria per tutte le donne recluse.
Genova – C’è un’auto della polizia penitenziaria che, invece di scortare detenuti o vigilare sulle celle, sarebbe stata dirottata davanti alla vetrina di una pasticceria. Al volante un’agente, in orario di servizio, spedita a ritirare una torta destinata a una reclusa del carcere di Genova Pontedecimo. È bastata questa immagine, denunciata dal sindacato, per accendere la polemica e far finire un semplice dolce al centro di un caso che ha varcato i cancelli dell’istituto. Ma dietro quella torta si nasconde una storia molto più dolce di quanto l’accusa lasciasse immaginare.
A sollevare il caso è stato Fabio Pagani, segretario della Uilpa Polizia penitenziaria, con una nota durissima. “Un fatto gravissimo e un’umiliazione per il Corpo di Polizia penitenziaria. Non credevamo fosse possibile arrivare a tanto. Abbiamo pensato a uno scherzo, invece ci è stata confermata. È inaccettabile“, ha scritto. La Penitenziaria, ha ricordato il sindacalista, “non è un servizio di catering, non è un servizio di consegne e non è al servizio delle feste di compleanno”. Da qui la richiesta al Provveditore e al capo del Dap di intervenire subito e accertare chi avesse disposto quel servizio, e con quale motivazione.
Peccato che la ricostruzione dei fatti racconti tutt’altro. Quel dolce non era per il compleanno di una singola detenuta: era una torta preparata per la festa della Madonna della Guardia, il 29 agosto, e destinata a tutte le donne della sezione femminile, che a Pontedecimo ospita circa 87 recluse. A donarla è stato Francesco Crocco, maestro pasticcere della storica pasticceria Poldo, a poche centinaia di metri dal carcere.
Non un gesto isolato, ma l’ultimo tassello di una collaborazione che va avanti da tempo. Crocco organizza infatti corsi di pasticceria per piccoli gruppi di detenute, grazie a un progetto del Rotary e con il benestare del ministero della Giustizia. Un’iniziativa che ha già cambiato una vita: una ex detenuta, scoperta la passione per i dolci proprio tra quei banchi, oggi è stata assunta nel laboratorio di Poldo.
A chiarire l’accaduto è stata la stessa direttrice del carcere, Paola Penco.
“Poldo ha donato la torta per tutte le detenute. Era una bella occasione, il giorno della Madonna della Guardia. Doveva ritirarla la volontaria di un’associazione, che non ha però potuto recarsi in pasticceria”.
Da qui la scelta di mandare un’agente: la torta, per motivi di sicurezza, doveva comunque essere introdotta da personale della Penitenziaria, e ha percorso appena cinquecento metri. Nulla di scandaloso, dunque, ma la normale routine di un rapporto di buon vicinato tra il carcere e il quartiere. Non è raro, anzi, che siano gli stessi agenti a passare da Poldo per ritirare l’invenduto della sera e addolcire il rientro a casa dopo il turno. Resta la polemica sollevata dal sindacato, con la richiesta di chiarezza ai vertici del Dap. Ma, a conti fatti, la torta più amara rischia di essere quella servita a chi ha gridato allo scandalo.