Cercava la genziana tra le sue montagne: Lucio trovato senza vita a 2mila metri

Il pescatore era uscito per una battuta lungo il rio Mondelli. Due giorni di ricerche disperate, poi il tragico epilogo all’Alpe Colla.

Vanzone con San Carlo (Verbano-Cusio-Ossola) – C’era una valle che Lucio Zambonini amava più di ogni altra cosa, ed è tra quelle cime che il suo cuore si è fermato per sempre. Il pescatore di 63 anni, residente in Valle Anzasca, è stato trovato senza vita all’alba di sabato 5 settembre, a duemila metri di quota, nella zona dell’Alpe Colla. Erano due giorni che di lui non si avevano più notizie, da quando giovedì mattina era uscito di casa con la canna da pesca e un desiderio semplice: raggiungere il rio Mondelli e, più su, i sentieri dove cresce la genziana.

Era stato lo stesso Lucio ad avvisare il fratello con un messaggio: sarebbe andato a pescare lungo il rio Mondelli, nella valle laterale del territorio di Ceppo Morelli. Poi, più nulla. Quando non lo hanno visto rientrare, i familiari hanno lanciato l’allarme, e la sua auto è stata ritrovata parcheggiata nel piccolo abitato di Mondelli, muta testimone di una gita che non si è mai conclusa.

Per due giorni la Valle Anzasca ha trattenuto il fiato. Sui sentieri, nei boschi e lungo le rive del torrente si sono mobilitati gli uomini del soccorso alpino, i militari del Sagf della Guardia di Finanza, i vigili del fuoco con l’elicottero Drago e i carabinieri di Bannio Anzino. In cielo hanno volato per ore i droni di ultima generazione, mentre a terra fiutavano ogni traccia i cani molecolari e una squadra specializzata nelle ricerche in forra. Si è alzato anche un velivolo della Eliossola, la ditta per cui aveva lavorato il figlio dello scomparso.

Il tragico epilogo è arrivato sabato mattina. Il corpo di Lucio è stato individuato a 2mila metri, in una zona che gli appassionati di erbe spontanee conoscono bene: lì, tra le rocce, cresce quella genziana che lui aveva confidato di voler raccogliere. La salma è stata poi recuperata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito.

A Vanzone con San Carlo la notizia si è trasformata nel lutto di un’intera comunità. Lucio lascia le figlie Linda e Matilda, l’affezionata Katia con Riccardo e Noemi, i fratelli Daniela, Claudio e Alberto con le loro famiglie e una valle intera che oggi lo piange. Sui social si sono moltiplicati i messaggi, come quello del nipote Davide:

“Ciao zio, ci rivedremo tra le tue amate montagne, una pescata nei riali, una salita al Pizzo, un giro alla Colla, un fiore di genziana, un’escursione con le pelli… fai buon viaggio”.

La camera ardente è stata allestita nella casa di riposo Gabriele Garbagni di Vanzone. L’ultimo saluto, con rito civile, si terrà martedì 8 settembre alle 14 al campo sportivo del paese, dove la valle si stringerà attorno al suo pescatore per accompagnarlo, un’ultima volta, tra le montagne che tanto amava.