La Squadra mobile ha liberato l’operaio nelle mani dei sequestratori. Indagini coordinate dalla Procura ordinaria e da quella per i minorenni.
Bologna – Sequestrato, tenuto in ostaggio e strappato alla prigionia solo grazie all’irruzione degli uomini in divisa. È l’incubo vissuto da un operaio di appena 23 anni, finito nelle mani di tre presunti carcerieri e liberato all’alba dai poliziotti della Squadra mobile della Questura di Bologna. Un’operazione lampo, condotta all’esito di un’indagine coordinata dalla Procura ordinaria e dalla Procura per i minorenni, che si è chiusa con l’arresto dei tre sospettati e con il giovane finalmente riportato in salvo.
A dare la notizia sono stati gli stessi investigatori della Polizia di Stato, che hanno confermato di aver liberato il ragazzo e ammanettato i tre presunti sequestratori, ora accusati a vario titolo di sequestro di persona. Restano ancora avvolti dal riserbo i contorni della vicenda: il movente del rapimento, il luogo in cui l’operaio è stato tenuto prigioniero e le condizioni in cui è stato ritrovato.
Un dettaglio, però, pesa più di ogni altro. Le indagini non sono state seguite soltanto dalla magistratura ordinaria, ma anche dalla Procura per i minorenni: un coinvolgimento che lascia intendere come nella rete dei presunti responsabili possa esserci almeno un giovanissimo. Un elemento che, se confermato, aggiungerebbe un risvolto ancora più inquietante a una storia già di per sé drammatica.
A ricostruire ogni tassello del sequestro saranno gli stessi vertici della Mobile. I dettagli dell’operazione verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in programma alle 11 in Questura a Bologna, alla presenza di Guglielmo Battisti, dirigente della Squadra mobile, e di Michele D’Alonzo, responsabile della sezione criminalità organizzata.