La produzione è cresciuta del 10%, superando i 500 milioni di litri. Segnali positivi anche per l’export.
Nuovo importante traguardo raggiunto dall’Italia nel campo del food and beverage grazie al gelato, che registra una crescita del 10% con una produzione di 549 milioni di litri.
Un recupero netto rispetto all’allarme scattato nel 2024, quando il settore aveva registrato un calo del 7% vedendosi scavalcare da Germania e Francia. Un anno dopo lo scenario si ribalta: i dati Eurostat certificano il controsorpasso dell’Italia ai danni dei cugini d’Oltralpe (fermi a 525 milioni di litri), posizionando il nostro Paese al secondo posto in Europa, subito dietro la Germania (608 milioni di litri).
La spinta italiana si inserisce in un quadro europeo di generale ripresa. Nel 2025 l’Unione Europea ha registrato un incremento dell’1,9% nel comparto, passando da 3,38 a 3,44 miliardi di litri di gelato prodotti.
A trainare il riscatto italiano è soprattutto il commercio estero. Se a livello UE l’export verso i Paesi extra-comunitari è cresciuto del 10% (raggiungendo i 289,8 milioni di kg) e l’import del 12% (77,8 milioni di kg), l’Italia ha messo a segno una performance straordinaria: le esportazioni nazionali sono volate da 42,6 a 55,2 milioni di kg, segnando un balzo di quasi il 30%. Non basta ancora per agguantare il primato della Francia, che resta il primo esportatore europeo con 59,1 milioni di kg (il 20% del totale UE), ma riduce drasticamente le distanze.
Questa crescita porta benefici indiretti anche alla filiera lattiero-casearia, stimolando la domanda di materie prime come il latte e la panna d’origine italiana. Sebbene sia difficile quantificare con precisione l’impatto esatto sul comparto lattiero, come evidenziato dal portale specializzato Ruminantia.it, è evidente come la ripartenza del gelato stia facendo da volano per l’intera economia agroalimentare del Paese.