Chiuse le indagini della Procura per i minorenni sulla morte di Giacomo Bongiorni, aggredito a morte davanti al figlio di 11 anni.
Massa – Si avviano verso la svolta giudiziaria i drammatici fatti avvenuti la notte tra l’11 e il 12 aprile in piazza Palma a Massa, dove Giacomo Bongiorni venne brutalmente ucciso per aver tentato di fermare un gruppo di giovanissimi intenti a lanciare bottiglie di vetro contro una vetrina.
La Procura per i minorenni di Genova ha notificato la conclusione delle indagini preliminari per i tre ragazzi coinvolti: la posizione più grave resta quella di un diciassettenne, ex atleta di boxe, nei cui confronti è stata formalizzata l’accusa di omicidio volontario. Per gli altri due giovanissimi la magistratura procede invece con le contestazioni di rissa aggravata e lesioni personali, queste ultime riferite alle ferite riportate dal cognato della vittima, Gabriele Tognocchi, intervenuto durante l’aggressione. Parallelamente, si definisce anche il percorso legale dei due componenti maggiorenni del gruppo, per i quali è caduta l’aggravante dei futili motivi e la cui udienza preliminare è stata fissata per il 24 settembre davanti al Gup del Tribunale di Massa.
La ricostruzione dell’aggressione, definita dagli inquirenti attraverso le testimonianze e le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, restituisce la dinamica di un’escalation di violenza fulminea e devastante. Dopo un rapido scambio di insulti seguito al richiamo dell’uomo, il branco si è scagliato contro Bongiorni sferrando una serie di colpi violentissimi. I riscontri autoptici hanno evidenziato traumi profondi alla testa e la deviazione della mandibola causata dalla forza dei pugni, lesioni che hanno innescato un’imponente emorragia cranica rivelatasi poi fatale. L’aggressione si è consumata in presenza del figlio di 11 anni della vittima.