Sconto sul gasolio prorogato di 48 ore

Il ministro dell’Economia ha firmato il decreto che attiva le accise mobili, finanziate con l’extragettito Iva, prolungando fino al 26 agosto il taglio di 17 centesimi.

I prezzi dei carburanti hanno toccato una soglia che non si vedeva dal 2023: la benzina è tornata sopra i due euro al litro sulle strade ordinarie, mentre il diesel resta anch’esso oltre questa cifra. Un andamento che il taglio delle accise in vigore da marzo non è riuscito a contenere, nonostante il costo elevato sostenuto finora dallo Stato per finanziare lo sconto.

In questo contesto arriva la proroga firmata oggi da Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, insieme al collega dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin: lo sconto di 17 centesimi sul gasolio, che sarebbe scaduto lunedì, resterà valido altre 48 ore, fino a mercoledì 26 agosto. Per finanziarlo, il decreto ministeriale attiva per la prima volta il meccanismo delle accise mobili, che attinge all’extragettito Iva prodotto dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio.

Il testo del provvedimento fissa per il 25 e 26 agosto una nuova aliquota sul gasolio pari a 532,90 euro per mille litri, coperta con 20,8 milioni di euro derivanti dal maggior gettito Iva incassato tra il 1° e il 31 luglio. Fino al 24 agosto, invece, la copertura resta quella già prevista dal decreto precedente, basata sui tagli ai ministeri. Il nuovo decreto attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Ad anticipare la notizia era stato Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera e responsabile economico di Fratelli d’Italia. Secondo Osnato, il meccanismo serve a evitare che lo Stato trattenga per sé le maggiori entrate generate dal rincaro del petrolio: quelle risorse, ha spiegato, verranno invece restituite ai contribuenti tramite lo sconto sull’accisa. L’esponente di FdI non ha escluso ulteriori interventi mirati su trasporti e filiere produttive, qualora l’aumento dei prezzi dovesse proseguire.

Resta però l’incognita di cosa accadrà dopo mercoledì: se lo sconto non venisse rinnovato una terza volta, gli automobilisti si troverebbero davanti a un rincaro secco di 17 centesimi, proprio mentre i prezzi alla pompa sono già ai massimi degli ultimi anni.